Nella foto, il compositore e polistrumentista statunitense Alvin Curran nel 1975
Nel 1964 Alvin Curran si trasferisce dagli Stati Uniti a Roma entrando in contatto con la scena dell’avanguardia europea: il compositore britannico Cornelius Cardew, assistente alla fine degli anni cinquanta di Karlheinz Stockhausen, e il compositore italiano Franco Evangelisti
Quest’ultimo aveva fondato nel 1964 a Roma il Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza, con il quale Curran collabora saltuariamente e di cui hanno fatto parte il compositore e pianista statunitense Frederic Rzewski, il pianista e compositore Mario Bertoncini, il trombettista Ennio Morricone, in quel periodo già affermato compositore di colonne sonore e brani di musica leggera, il percussionista Egisto Macchi, il musicista e compositore Walter Branchi
Nella Capitale Alvin Curran entra in contatto coi musicisti della scena free jazz italiana che si riuniscono nel locale di stampo underground Folkstudio e al teatro sperimentale Beat ’72
Nel 1966 il polistrumentista americano fonda insieme a Frederic Rzewski, Allan Bryant e Richard Teitelbaum la formazione allargata di musica d’avanguardia e concreta “Musica Elettronica Viva“, in cui milita anche il sassofonista Steve Lacy e il sassofonista Ivan Vandor, tra i fondatori nel 1948 della Roman New Orleans Jazz Band
Tra il 1974 e il 1975 Alvin Curran registra gli album di “solo performance music” dal titolo “Canti e Vedute Del Giardino Magnetico“ e “Fiori Chiari, Fiori Oscuri” nei quali, facendo sua la lezione del compositore e teorico musicale John Cage, impiega suoni naturali filtrati attraverso il sintetizzatore, suona l’ocarina, pianoforte e tromba e registra su nastro magnetico
Nello stesso periodo collabora col batterista Andrea Centazzo e il sassofonista Maurizio Giammarco alla registrazione dell’album Davanti e Oltre la Soglia, nel brano “Flash On The Rock Scene”, nel quale suona il sintetizzatore
Contributo condiviso da Maurizio Giammarco
Testo a cura di Paolo Marra




