Franco Evangelisti in seguito all’esperienza pregressa come studente dei Corsi estivi di composizione per la Nuova Musica di Darmstadt, fonda nel 1964 il Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza, di cui hanno fatto parte nei vari cambiamenti d’organico, il trombonista John Heineman, il compositore tedesco di musica elettronica Roland Kayn, il sassofonista Ivan Vandor, il pianista statunitense Frederic Rzewski, il pianista Mario Bertoncini, il trombettista Ennio Morricone, il percussionista Egisto Macchi, il contrabbassista Walter Branchi.
Col Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza, Franco Evangelisti sviluppa l’impianto teorico della libera improvvisazione, intesa come esecuzione di modelli strumentali e di composizione aleatoria pre-organizzati sviluppati nell’interazione collettiva di gruppo.
Il trait d’union con quanto stavano facendo i jazzisti maggiormente spostati verso le avanguardie si ritrova nell’intenzione di mettere in discussione il passato senza però tradirlo, di utilizzare una ricca varietà di strumenti “preparati” (o modificati) ed elettronici utilizzati nel campo del rumorismo (noise music) e dell’elaborazione sonora con un organico da musica da camera.
Per l’incisione del disco the feed back (1970) alla formazione, con Morricone, Bertoncini, Heineman, Branchi, Macchi, si aggiungono due collaboratori di Morricone nella realizzazione di brani per cantanti di musica leggera presso la RCA di Roma e colonne sonore, il chitarrista Bruno Battisti D’Amario e il batterista Vincenzo Restuccia (per l’incisione il gruppo assume il nome omonimo del lavoro discografico).
Pur non allontanandosi dalla forma della libera improvvisazione e dall’impianto strumentale originale, dopo aver inciso i due primi lavori discografici, il disco omonimo (1966) e Improvisationen (1969), il Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza col disco the feed-back abbraccia un sound crudo caratterizzato dall’andamento costante di moduli ritmici al limite del flusso ipnotico. La direzione intrapresa dalla formazione di Franco Evangelisti prende ispirazione dalle cavalcate sperimentali del minimal-rock del gruppo americano Velvet Underground e del duo Terry Rilley/John Cale (Church of Anthrax -1969), anticipando al contempo il rock sperimentale della band tedesca Can – fonte di ispirazione negli anni novanta e duemila per il gruppo inglese di rock alternativo Radiohead – e gli album ambient-funk di Miles Davis, On Corner e Big Fun
Il Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza si esibisce al Beat ’72, insieme ad altri gruppi coevi di stampo sperimentale e free jazz come Nuove Forme Sonore del trombonista Giancarlo Schiaffini con la soprano giapponese Michiko Hirayama, la violoncellista francese Frances Marie Uitti, la flautista Anne-Beate Zimmer e il percussionista Michele Iannaccone, e il gruppo di Alvin Curran e Allan Bryant. Vengono eseguiti composizioni di Morton Feldman, John Cage, Giacinto Scelsi, Bruno Maderna, Mauro Bortolotti, Domenico Guaccero, Cornelius Cardew.




