Arrigo Polillo – Una vita a Ritmo di Jazz

Nell’arco dei decenni del secolo scorso numerosi giornalisti e critici musicali hanno avuto un ruolo di rilievo nel portare all’attenzione del pubblico le dinamiche interne ed esterne all’universo jazzistico italiano. Tra questi, Arrigo Polillo è stato senza dubbio una delle figure più autorevoli; il suo accurato e approfondito lavoro di ricerca, indagine ed analisi storico-stilistica del jazz afro-americano ed europeo si è rilevato fondamentale per la divulgazione di questo genere musicale in Italia.

Nel 1945 Arrigo Polillo inizia a collaborare col giornalista e paroliere Giancarlo Testoni alla rivista Musica Jazz, ricoprendo dal 1947 il ruolo di caporedattore e dal 1965 di direttore. In un contesto mediatico ancora non disposto ad assecondare la necessità di una maggiore informazione rivolta agli appassionati di jazz, Polillo sulle pagine del periodico musicale scrive per la rubrica di divulgazione culturale “Tiro al Piccione” e, in seguito, “Lettere al Direttore”, uno spazio collaborativo e di confronto tra lui e i lettori della rivista musicale. Inoltre, dal 1956 inizia a scrivere su Il Giorno, quotidiano fondato dall’ingegnere dell’ENI Enrico Mattei con l’editore Cino del Duca, per la rubrica “Jazz nel mondo”.

Entrato due anni dopo alla Mondadori, dove in seguito ricoprirà il ruolo di direttore del personale, scrive articoli e recensioni per le riviste Epoca e Panorama. Su quest’ultima il critico musicale cura la rubrica,”Jazz e musica leggera”, in cui vengono recensiti sia dischi di jazz che di musica leggera e pop, con uno sguardo più ampio e privo di un aprioristico valore di giudizio sul movimento rock e jazz-rock in Italia, contrariamente alla visione critica assunta dal nostro negli anni precedenti.

Nel 1958 Polillo pubblica per “I Tipi di Ricordi” il suo primo volume dal titolo “Il Jazz moderno. Musica del dopoguerra” e nel 1975 il suo opus magnum “Il Jazz: la vicenda e i protagonisti della musica afroamericana” per la Mondatori. Il testo per l’accuratezza storica, l’approfondita e puntuale analisi socio-musicale viene annoverato tra i più completi e importanti saggi dedicati al jazz mai scritti.

Nell’introduzione Arrigo Polillo descrive così la struttura narrativa del volume – “Nella prima parte si segue la vicenda della musica jazz vista nel contesto storico, sociale e culturale che ne ha condizionato via via le mutazioni, nella seconda si seguono gli itinerari percorsi dai suoi protagonisti. In nessun’altra forma d’arte, come nel jazz, le vicende dei singoli artisti si intrecciano tanto strettamente con quelle di altri, né è possibile raccontare la storia di questa musica nelle sue linee generali senza parlare, sia pur brevemente, dei personaggi che l’hanno vissuta: per lo meno con riferimento al momento – o ai momenti – in cui questi personaggi hanno effettivamente inciso sui suoi sviluppi”.

Unitamente all’attività di giornalista e scrittore, Arrigo Polillo è stato per lungo tempo un indefesso organizzatore di manifestazioni dedicate al jazz. Le spiccate doti relazionali e comunicative gli hanno permesso di lavorare a stretto contatto con impresari e manager, su tutti Norman Granz e George Wein, e grandi star della musica internazionale. Insieme al collega Pino Maffei, dal 1956 al 1966, dirige il Festival del Jazz di Sanremo, la prima manifestazione di questo genere nata nel dopoguerra.

Nella prima edizione della rassegna ligure del gennaio del 1956 si esibiscono in prevalenza formazioni e solisti della scena jazz italiana: il quintetto di Gianni Basso e Oscar Valdambrini, le formazioni di Nunzio Rotondo, Gianfranco Intra e Giampiero Boneschi, Franco Cerri. Nell’edizione seguente il pianista e compositore Giorgio Gaslini esegue per la prima volta dal vivo la suite da lui composta “Tempo e relazione”, nella quale sperimenta la commistione tra improvvisazione jazzistica e musica euro-colta.

Nei dieci anni di attività della rassegna jazzistica si sono esibiti, con un notevole successo di pubblico, diversi nomi del panorama del jazz internazionale: Oscar Peterson, Ella Fitzgerald, Gerry Mulligan, Bud Powell, Horace Silver, Duke Ellington, Art Blakey, Sidney Bechet, Lars Gullin, Martial Solal. Nel 1966 Polillo organizza altri significativi appuntamenti concertistici al Teatro Lirico di Milano, al Teatro Europa di Lecco, all’Arena di Verona e, nei primi anni Settanta, al Teatro dei Parchi di Nervi e presso i Giardini dell’Acquasola di Genova.

All’indomani del cambio di proprietà della rivista Musica Jazz da Messaggerie Musicali alla Rusconi nasce, a fine 1982, il referendum “Top Jazz”, divenuto negli anni successivi un appuntamento fisso in grado di dare una proiezione del clima di opinione di critica e pubblico in relazione a solisti, formazioni e lavori discografici del panorama jazzistico italiano.

Il 6 marzo del 1983 Arrigo Polillo e i musicisti vincitori del primo referendum indetto dalla rivista musicale, Giorgio Gaslini, Enrico Pieranunzi, Franco D’Andrea, Massimo Urbani, Gianluigi Trovesi, Enrico Rava e Carlo Bagnoli, vengono ospitati nella trasmissione televisiva Blitz in onda su Rai2, condotta dal giornalista Gianni Minà, con la produzione del giornalista e autore televisivo Giovanni Minoli. La partecipazione al programma della Rai sarà l’ultima apparizione televisiva di Arrigo Polillo prima del suo decesso avvenuto il 17 luglio del 1984. 

Nota: Nell’agosto del 1945 Giancarlo Testoni fonda la rivista Musica & Jazz. Due anni dopo la “&” viene tolta Fonti bibliografiche: Arrigo Polillo – Un maestro internazionale della critica jazz (Mimesis/Musica Contemporanea), Jazz – La vicenda e i protagonisti della musica afro-americana (Mondadori)

Paolo Marra

keyboard_arrow_up