Album dal titolo From Always to Now del pianista e compositore Enrico Pieranunzi. Il disco viene registrato nei giorni 9, 19, 20 e 28 giugno del 1978 presso gli Emmequattro Studios di Roma e pubblicato dall’etichetta EdinPan
Enrico Pieranunzi: pianoforte/Maurizio Giammarco: sax tenore e soprano/Bruno Tommaso: contrabbasso/Roberto Gatto: batteria/Giovanni Fornari: tecnico del suono
La scena hard bop italiana di metà anni Settanta ha avuto a conti fatti pochi esponenti, essendo la maggioranza dei musicisti divisi tra due contrapposte fazioni: da una parte gli aderenti alla corrente tradizionale di matrice dixieland e dall’altra i portabandiera delle istanze politico-musicali del free jazz. C’era però chi in controtendenza col clima generale decide di non aderire a nessuno dei due fronti, abbracciando uno stile di matrice be-bop, tra questi il pianista Enrico Pieranunzi
L’adesione al linguaggio boppistico da parte del pianista italiano è evidente sin dai primi lavori discografici in studio: Jazz a confronto 24 (1975), con una formazione in trio, e nei successivi due in piano solo The Day After The Silence (1976) e A Long Way (1978). Ma è From Always to Now ha definire in maniera netta quel preciso ciclo stilistico che da li a poco con l’incontro col trombettista statunitense Chet Baker virerà verso strutture esecutive decisamente più scarne
Il merito del lavoro improntato da Pieranunzi con questa registrazione, al di la del percorso personale, è stato quello di ravvivare l’interesse sopito di pubblico e critica nei confronti dell’Hard bop, genere jazzistico considerato in quegli anni sorpassato e non in linea con le nuove correnti dell’avanguardia musicale nate in seno al free jazz europeo
Il disco viene registrato con una formazione in trio, con all’apporto in quattro tracce del sassofonista Maurizio Giammarco, autore anche del brano “Le cose come ti ritornano”
Al contrabbasso troviamo Bruno Tommaso, musicista eclettico, con alle spalle esperienze nella veste di strumentista e compositore in progetti di free jazz, musica contemporanea, medievale e rinascimentale, mentre alla batteria, un giovane Roberto Gatto, notato dal pianista durante un concerto in programma al Folkstudio, noto locale alternativo della Capitale
Il brano di apertura “Night Bird” esemplifica al meglio la capacità del pianista romano di personalizzare quelli che sono i modelli di riferimento del bop: l’accattivante tema melodico che apre e chiude il brano è costruito su una struttura armonica mutuata dal blues suonata in tempio medio
Tra le due esposizioni tematiche spazio viene lasciato agli interventi solistici di Giammarco e Pieranunzi, qui alle prese con la tecnica a “grappoli” di note mutuata dall’approccio pianistico di McCoy Tyner
Il brano, uno dei più noti del songbook del musicista italiano diverrà negli anni a seguire un vero e proprio standard jazzistico, eseguito da numerosi jazzisti in tutto il mondo
Chiude il lavoro discografico una versione in duo del brano “Oleo” del sassofonista statunitense Sonny Rollins, eseguita da Pieranunzi e Gatto in attesa dell’arrivo di Bruno Tommaso in studio d’incisione
Nella ristampa del disco in formato cd, edito nel 2019 su iniziativa dell’etichetta Alfa Music, viene inclusa un Alternative Version di Night Bird incisa nell’aprile del 2002 da Enrico Pieranunzi in duo col sassofonista Rosario Giuliani
Le note di copertina sono affiancate da scatti realizzati dal fotografo di fama internazionale Roberto Masotti (1947-2022)
L’intero materiale registrato su supporto analogico condiviso da Enrico Pieranunzi è stato digitalizzato e restaurato dai fonici del Saint Louis College of Music di Roma con la supervisione di Paolo Marra, curatore dell’Archivio del Jazz a Roma
Testo a cura di Paolo Marra




