Enrico Pieranunzi – The Day After The Silence

Album in solo del pianista e compositore Enrico Pieranunzi dal titolo The Day After The Silence. Il disco viene inciso nei giorni 8 e 9 settembre del 1976 presso gli Studi Emmequattro di Roma e pubblicato dall’etichetta Edipan

In seguito all’esordio discografico in quartetto con il lavoro discografico Jazz a Confronto 24 (Etichetta Horo), Enrico Pieranunzi si misura col recital in piano solo dal titolo The Day After the Silence

La performance in piano solo permette ad Enrico Pieranunzi di allargare il frame tecnico e in particolare espressivo con l’utilizzo di modulazioni timbriche e ritmiche, tecnica del walking bass mutuata dai padri del boogie-woogie e stride piano, accordi sospesi, fraseggio di derivazione blues e utilizzo di strutture modali.

Se da una parte il riferimento al vocabolario pianistico di Chick Corea e McCoy Tyner risulta esplicito in brani come “The flight of Belphegor” e “Prolusion”, dall’altra in episodi come “The Mood is Good” si intravedono quelle caratterizzazioni della scrittura del pianista ancora al di là da venire: scelta della scansione ritmica in 3⁄4, equilibrio tra variazione improvvisata e musica notata, temi melodici mutuati dalla tradizione dei canti popolari

Le note di copertina su richiesta dello stesso Pieranunzi vengono curate da Marcello Piras, Fabrizio Zampa, Mario Luzzi, Arrigo Polillo e Marcello Rosa. Quest’ultimo, qualche anno prima, aveva fatto entrare il pianista, allora diciottenne, nella sua formazione in quartetto

Su iniziativa di Pieranunzi e del Maestro Bruno Nicolai, direttore dell’etichetta Edipan, all’interno dell’album vengono inseriti gli spartiti con le trascrizioni dei temi dei brani e di parte delle improvvisazioni.

Le stesse verranno recuperate e rese disponibili nella ristampa del disco in formato cd pubblicata nel 2014 dell’etichetta Alfa Music come prima uscita della collana “The Early Years”, dedicata ai lavori giovanili del pianista e compositore

L’intero materiale registrato su supporto analogico è stato digitalizzato e restaurato dai fonici del Saint Louis College of Music di Roma con la supervisione di Paolo Marra, curatore dell’Archivio del Jazz a Roma

Contributo condiviso da Enrico Pieranunzi

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