Enrico Rava

Tra i jazzisti italiani maggiormente conosciuti e apprezzati a livello internazionale, il trombettista e flicornista Enrico Rava durante la sua lunga carriera ha saputo affrontare e interpretare in maniera del tutto personale una varietà di stili e generi musicali: dal bebop al free jazz, passando per il jazz-rock, per finire alla musica sinfonica e al melodramma italiano

Il suo stile si caratterizza per il fraseggio minimalista, lunghi respiri riflessivi, liricità e colori timbrici oscuri e al contempo venati di dolce temperamento mediterraneo

I critici musicali Joachim-Ernest Berendt e Gunther Huesmann nel “Il libro del Jazz” (Odoya 2015) scrivono di lui – “Enrico Rava, il maestro dei melismi, proprio nel senso della tradizione italiana; suona con uno stile di tromba “canoro” che ha fatto parte del jazz sin dagli esordi. Rava è influenzato da Miles Davis, ma ha trasposto il sound di Miles a uno sfondo jazzistico che si rifà all’opera italiana, traboccante di melos e pathos interiore”

Enrico Rava inizia gli studi musicali da autodidatta a Torino cimentandosi col trombone in formazioni dixieland. Nei primi anni Sessanta si trasferisce a Roma dove inizia a suonare col quintetto formato dal sassofonista argentino Gato Barbieri, il pianista Franco D’Andrea, il contrabbassista Gianni Foccià e il batterista Gegé Munari

Qualche anno dopo il trombettista si unisce al sassofonista Steve Lacy per partire alla volta dell’Argentina. Durante il soggiorno di un anno  nel paese sudamericano registra uno dei dischi più rappresentativi del free jazz The Forest and the Zoo

Un anno dopo, stabilitosi a New York, entra in contatto con la scena dell’avanguardia jazzistica statunitense di Charlie Haden, Cecil Taylor e Carla Bley. Con quest’ultima incide l’album Escalator over the Hill

Nel 1972 incide il suo primo album da leader dal titolo Il giro del giorno in 80 mondi, col quartetto formato da Bruce Johnson alla chitarra, Marcello Melis al contrabbasso e Chip White alla batteria

Il trombettista in quegli anni viaggia tra Italia, Argentina e Stati Uniti per tenere concerti ed effettuare registrazioni con formazioni di strumentisti locali. Ne è una testimonianza il disco Pupa o Crisalide, inciso tra Roma, New York e Buenos Aires

Tra il 1977 e il 1979 Rava si esibisce in una serie di concerti in Europa col quintetto formato dal pianista Bobo Stenson, il contrabbassista Palle Danielsson e il batterista Jon Christensen e il trio con Massimo Urbani, il contrabbassista J. F. Jenny Clarke e il batterista Aldo Romano. Nello stesso periodo incide per l’etichetta bavarese ECM il disco The Pilgrim and the Stars

Negli anni seguenti registra numerosi album con giovani musicisti italiani, ricoprendo anche il ruolo di talent scout, tra questi: Stefano Bollani, Mauro Ottolini, Paolo Fresu, Giovanni Guidi, Andrea Pozza, Gianluca Petrella, Julian Oliver Mazzariello, Daniele Tittarelli

Negli anni Duemila incide i dischi Easy Living, The Third Man, in duo col pianista Stefano Bollani”, The New York Days, Rava on the Dance Floor, dedicato a Michael Jackson, For Mario, col musicista e produttore britannico Matthew Herbert e il pianista Giovanni Guidi

Durante la sua decennale carriera Enrico Rava ha collaborato con il Gotha del jazz internazionale: Pat Metheny, Paul Motian, Carla Bley, John Abercrombie, Joe Henderson, Joe Lovano, John Taylor, Roswell Rudd, Gil Evans, Lee Konitz, Enrico Pieranunzi e molti altri

Discografia essenziale: The Forest and the Zoo con Steve Lacy (1996 – ESP), Jazz a Confronto 14 (1974 – Horo Records), Il giro del giorno in 80 mondi (1972 – Black Saint), Pupa o Crisalide (1975 – RCA), The Pilgrim and the Stars (1975 – ECM), The Plot (1976 – ECM), Rava String Band (1984 – Soul Note), Animals (1987 – Gala Records), Rava, l’opera va (1993 – Label Blue), Rava Plays Rava con Stefano Bollani (2000 – Philology), Easy Living (2004 – ECM), The Third Man con Stefano Bollani (2006 – ECM), New York Days (2007 – ECM), Rava on the Dance Floor (2012 – ECM), For Mario (2020 – Accidental Records)

Testo a cura di Paolo Marra 

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