Articolo (di Nico Valerio) pubblicato sul settimanale Il Mondo (30 agosto 1973) riguardante la stagione di jazz al Folkstudio di Roma
Il giornalista analizza la stagione di jazz del 1973 organizzata al Folkstudio, “un ampio scantinato dotato di bar” situato dietro piazza S. Cosimato nel quartiere romano di Trastevere
A parte due musicisti stranieri, il clarinettista creolo Albert Nicholas e il chitarrista brasiliano Irio De Paula, la compagine di musicisti che si esibiscono al Folkstudio era interamente italiana: Enzo Scoppa e Cicci Santucci, il Jazz Ensemble di Marcello Rosa, Amedeo Tommasi, Alberico Di Meo e una nutrita schiera di “giovani musicisti delle nuove tendenze“
Tra questi Mario Schiano, Tommaso Vittorini, Massimo Urbani, Maurizio Giammarco, Patrizia Scascitelli
Il giornalista scrive – “La musica di questa “second line” del jazz italiano è apparsa assai poco eversiva e invece saldamente e imprevedibilmente legata alle tradizione meno imprescindibile del bop. E a suonare erano spesso giovani di sedici anni, in platea erano i loro amici e compagni di scuola”
Contributo condiviso da Patrizia Scascitelli
Testo a cura di Paolo Marra





