Giulio Libano
Il trombettista, vibrafonista e arrangiatore Giulio Libano (1923 – 2016) è stato uno dei primi musicisti ad avvicinarsi intorno alla metà degli anni Quaranta allo stile bebop
Sin da bambino studia il violino con insegnati privati e in seguito da autodidatta la tromba. Nel 1940 si trasferisce a Milano dove frequenta il Conservatorio
Nel 1943 entra a far parte dell’orchestra Asternovas che accompagna il cantante e polistrumentista Fred Buscaglione
Alla fine del secondo conflitto mondiale è tra i musicisti attivi negli hot club nati in diverse città italiane: i pianisti Lelio Luttazzi, Piero Angela e Piero Umiliani, i batteristi Franco Mondini e Piero Munari, il trombettista Sergio Fanni, il fisarmonicista Gianni Coscia, i chitarristi Franco Cerri e Enzo Grillini, i sassofonisti Attilio Donadio e Marcello Boschi
Nel 1949 incide con le formazioni a nome del batterista Gil Cuppini e l’anno successivo partecipa col sestetto be bop ad una registrazione a Milano
Nel 1959, nella veste di direttore d’orchestra, ruolo condiviso con Ezio Leoni, partecipa all’incisione del disco Angel Eyes, del trombettista Chet Baker, da poco arrivato in Italia
Dirige nel corso degli anni successivi L’Orchestra della Rai, alternando tale ruolo con grandi maestri della storia della musica italiana: Piero Piccioni, Bruno Canfora, Gianni Ferrio, Gorni Kramer, Lelio Luttazzi
Negli anni Sessanta e Settanta si avvicina alla musica leggera componendo e arrangiando brani per diversi artisti italiani, quali per esempio Nicola Arigliano, Orietta Berti, Fausto Leali
Nel corso della attività nell’area jazzistica italiana, Giulio Libano ha collaborato con Oscar Valdambrini, Glauco Masetti, Giorgio Gaslini, Renato Sellani, Franco Cerri, Buddy Collette, Chet Baker, Paolo Fresu
Testo a cura di Paolo Marra
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