Il sassofonista e clarinettista Glauco Masetti (1922 – 2001) è stato uno degli esponenti principali della storia del jazz italiano nel periodo compreso tra il dopoguerra e gli anni Settanta
Da giovane si dedicata allo studio del violino presso i Conservatori di Milano e Torino. Al contempo studia da autodidatta il clarinetto e il sassofono contralto, divenuti in seguito i suoi strumenti d’elezione
Tra la metà degli anni Quaranta e Cinquanta suona coi principali jazzisti in attività in quel periodo, tra i quali, Gorni Kramer, Giulio Libano, Gianni Basso, Oscar Valdambrini
Nel 1958 partecipa con Quintetto del sassofonista Eraldo Volontè alla terza edizione del Festival del Jazz di Sanremo, organizzato presso il Salone del Casinò della località ligure
L’anno seguente forma un quartetto a suo nome con il pianista Romano Mussolini, il contrabbassista Franco Cerri e il batterista Gil Cuppini. La formazione incide nel giugno dello stesso anno presso la RCA di Roma lo standard There Will Never Be Another You
Nel 1959 Glauco Masetti suona a Milano col trombettista Chet Baker, giunto in Europa nel 1955, con una formazione che include il sassofonista Gianni Basso, il pianista Renato Sellani, il batterista Gene Victory. La registrazione del concerto viene pubblicata col titolo Chet Baker in Milan
Nello stesso anno partecipa all’incisione del disco Chet Baker Sings and Plays With Len Mercer and His Orchestra -Angel Eyes con l’orchestra diretta dal compositore e arrangiatore, Ezio Leoni e il trombettista e arrangiatore Giulio Libano e un gruppo composto da Fausto Papetti, Mario Pezzotta, Gianni Basso, Franco Cerri, Gene Victory
Altra importante collaborazione che lo vede protagonista per tutti gli anni Sessanta è quella con Gil Cuppini con il quale incide nel 1968, col la Big Band diretta dal batterista, l’album dal vivo al Club Marina di Carrara Sof’ Stroke (Live at the Universal Club)
Alla fine degli anni Sessanta collabora col pianista e compositore Giorgio Gaslini, partecipando alla registrazione dal vivo al Teatro Lirico di Milano dell’album Grido con, tra gli altri, il trombonista Dino Piana, i sassofonisti Gianni Bedori e Eraldo Volonté, il contrabbassista Bruno Crovetto e i batteristi Franco Tonani e Gianni Cazzola
Negli anni Settanta suona regolarmente al Jazz Power di Milano ritrovo di un nutrito gruppo di musicisti italiani: Franco Cerri, Franco Ambrosetti, Giorgio Azzolini, Giorgio Buratti, Gil Cuppini, Tullio De Piscopo, Giorgio Gaslini, Guido Manusardi e diversi altri
Nello stesso periodo entra tra le file dell’Orchestra di Ritmi Moderni della Rai di Milano nella veste di primo sassofono contralto e clarino, ruolo che ricopre fino agli anni Novanta quando la Rai scioglie tutti gli organi orchestrali
Discografia essenziale: Chet Baker Sings and Plays With Len Mercer and His Orchestra – Angel Eyes (1960 – Celson), Che Baker in Milan, Sextet & Quartet (1960 – Music), I Grandi del Jazz – Il Jazz in Italia I (1981 – Fabbri Editori)
Testo a cura di Paolo Marra




