Il Jazz in Italia

Album della serie “I grandi del Jazz – Il Jazz in Italia I” (con fascicolo curato dal critico musicale Arrigo Polillo)

Tra il 1979 e il 1983 la Fabbri Editori pubblica per la vendita nelle edicole la storia del Jazz a fascicoli, con vinile allegato

L’album contiene i brani: China Boy (Three Niggers of Broadway), C Jam Blues (Roman New Orleans Jazz Band), Everybody Loves My Baby (Milan College Jazz Society), Sweet Lips (Gil Cuppini Big Band), Garinei Paulus (Nunzio Rotondo Quartet), Three Hands Stomp (Giampiero Boneschi), There Will Never Be Another You (Glauco Masetti Quartet), Hassles (Prete-Tomelleri Saxes Inc), Blues for Ugo (Romano Mussolini & His Friends), Sharing (Giorgio Gaslini)

Nel fascicolo allegato all’album il noto critico Arrigo Polillo scrive – “Il jazz arrivò e fu praticato in Italia – sia pure da un ristretto numero di pionieri – assai prima di quando generalmente si creda

A quanto risulta, il primissimo ambasciatore del jazz americano nel nostro paese fu un sergente dell’esercito degli Stati Uniti, un certo Griffith, e si esibì, con una grossa orchestra all’YMCA di Roma, nel 1917

Nell’orchestra di Griffith c’era un ragazzo di dodici anni che suonava il banjo: si chiamava Sergio Spina, ed è questo il primo nome italiano che si possa fare raccontando la storia del jazz di casa nostra”

L’intero materiale registrato su supporto analogico condiviso da Michele Zottis è stato digitalizzato e restaurato dai fonici del Saint Louis College of Music di Roma con la supervisione di Paolo Marra, curatore dell’Archivio del Jazz a Roma

Testo a cura di Paolo Marra 

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