Il ragtime nella musica colta europea

Il ragtime nella musica colta europea

In origine il ragtime – caratterizzato dal ritmo sincopato, abbellimenti eseguiti con la mano destra e l’alternanza di salto di ottava e accordo con la mano sinistra – si traduce in uno stile strumentale per pianoforte desunto dalla musica da ballo della comunità afroamericana. Prima della guerra di secessione americana la danza eseguita dagli schiavi di colore era sovente accompagnata da musica eseguita da strumentisti di violino e banjo. Il ritmo veniva cadenzato dal battere dei piedi degli stessi musicisti e degli spettatori presenti. Nel ragtime la mano sinistra al piano simula il battito ritmico cadenzato del piede e la mano destra esegue melodie sincopate simili ai motivi eseguiti da violino e banjo. In questo modo i caratteri essenziali della tradizione musicale africana portata dagli schiavi negli Stati Uniti veniva perpetrata nel tempo attraverso l’assimilazione di essi in altre forme espressive, assicurando ai posteri il continuo contatto col passato.

Gradualmente il ragtime, suonato al pianoforte o da bande di ottoni in occasioni deputate al ballo, si discosta dall’improvvisazione  per divenire musica notata eseguita in concerto. Tenendo presente questo aspetto possiamo guardare al ragtime quale anello di congiunzione tra il corpus ottocentesco della musica classica e le varie declinazioni dello stile jazzistico che verranno alla ribalta della scena culturale americana a partire dagli anni Trenta, in cui la sensibilità espressiva assume un ruolo centrale nell’esecuzione solistica e di gruppo, per dare forma ad una composizione estemporanea pensata e creata in tempo reale. Tra i principali esponenti dello stile ragtime si annoverano Scott Joplin (di cui però non rimangono registrazioni ma solo partiture e 7 rulli di pianola trasposti in audio), James Sylvester Scott, Jelly Roll Morton, Eubie Blake, il quale all’età di quindici anni compone il primo pezzo ragtime dal titolo “Sounds of Africa”.

Durante le prime due decadi del novecento diversi compositori di musica colta europea vengono affascinati dello stile sincopato del ragtime o meglio dalla versione semplificata di questo stile in forma di canzone promossa da musicisti ed editori dell’industria musicale di Tin Pan Alley a Manhattan (New York). Sono loro in quel determinato periodo storico a veicolare i gusti e le scelte del pubblico attraverso la massiccia pubblicazione di spartiti di canzoni per spettacoli di varietà (vaudeville) e musical di Broadway. Un approccio ad litteram di creazione di un hit orecchiabile e spendibile commercialmente nel breve periodo che mezzo secolo dopo diverrà tratto comune delle classifiche americane ed internazionali.

Il primo incontro tra il pubblico europeo, il ragtime e il vivace stile di ballo della comunità nera ad esso associato, il cake walk, si palesa all’Exposition Universelle di Parigi del 1900 grazie all’esecuzione della banda di John Philip Sousa del brano “My Ragtime Baby” (composto da Fred Stone nel 1898). Qualche anno dopo, tra il 1906 e il 1908, il compositore e pianista francese Claude Debussy include nella suite per pianoforte dai toni fiabeschi Children’s Corner, dedicata alla figlia di tre anni Claude-Emma, detta Chou-chou, il brano “Golliwog’s Cakewalk”.

Durante la parte finale della Prima Guerra Mondiale e il periodo post-bellico dei primi anni Venti – quando si affermano presso il pubblico tecnologie mediali di massa come il cinema, la radio, l’ascolto domestico di brani selezionati e ascoltati tramite il grammofono su dischi acquistati in negozio, ma anche l’arte Dada e il Surrealismo – musicisti e compositori della musica colta europea vengono attratti dalla moda della musica sincopata suonata nei locali notturni di Parigi. Il compositore francese Erik Satie inserisce nel balletto in uno atto dal titolo Parade (1917), nell’episodio della “Ragazzina americana”, una parafrasi del brano di successo “That Mysterious Rag” di Irving Berlin, uno dei compositori più prolifici proprio di quella Tin Pan Alley citata prima. Parade riunisce le personalità più all’avanguardia del momento, incarnando lo zeigstein della Parigi di inizio secolo: il poeta Jean Cocteau scrive il libretto, il poeta e scrittore Guillaume Apollinaire il programma di sala, il pittore andaluso Pablo Picasso disegna le scene e i costumi, il ballerino russo Leonide Massine cura la coreografia. La musica sincopata viene inserita nel quadro delle prime sperimentazioni nel campo del collage sonoro, con un largo uso di rumori in funzione musicale prodotti da una sirena da nebbia, macchina da scrivere, rivoltella, bottiglia di latte, elica di aereo, nastro per telescrivente.

A Satie si aggiungono, il compositore statunitense John Alden Carpenter, il quale include nel Concertino per Piano e Orchestra (1916) passaggi desunti dalle prime forme stilistiche del jazz, il compositore Darius Milhaud che nel balletto La Création du monde (1922-23) lavora alla fusione tra le reminiscenze del contrappunto barocco di Johann Sebastian Bach, musica sincopata e latinoamericana, Igor Stravinskij con la composizione per pianoforte Piano-Rag-Music (1919), ispirata dalle registrazioni e partiture di jazz suonato a New Orleans portate dall’America dall’amico Ernest Ansermet, direttore d’orchestra svizzero, il compositore tedesco Paul Hindemith nel quinto e ultimo movimento dal titolo “Ragtime” della Suite 1922.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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