La saga degli Ambrosetti

Articolo (di Bruno Schiozzi) dal titolo “La saga degli Ambrosetti” pubblicato sulla rivista Musica Jazz (agosto-settembre 1975)

Nell’articolo si racconta la storia artistica del sassofonista Flavio Ambrosetti e di suo figlio Franco, trombettista

Muovendosi tra Svizzera e Italia, Flavio Ambrosetti, verso la fine degli anni Quaranta, accresce la sua fama di “dilettante svizzero che suona meglio di tantissimi professionisti europei“, svolgendo unitamente alla professione  principale l’attività dedicata al jazz

Nel 1949 partecipa al Festival Jazz di Parigi organizzato da Charles Delaunay suonando col complesso di Hazy Osterwald

Nel 1950 per l’etichetta La Voce del Padrone incide il suo primo album col batterista Gil Cuppini e al armonicista e chitarrista belga Toots Thielemans. Verso al fine degli anni Cinquanta inizia il suo sodalizio col pianista George Gruntz e il batterista Daniel Humair

Franco Ambrosetti suona da prima il pianoforte e la batteria per poi passare alla tromba, prendendo lezioni a Forte dei Marmi da Oscar Valdambrini. Nel 1960 esordisce a Roma col gruppo di Romano Mussolini, con il quale intraprende la sua prima tournée

Nel 1966 Franco Ambrosetti si classifica al primo posto, davanti a Randy Brecker, fra i trombettisti nel concorso promosso da Friedrich Gulda per i musicisti di jazz al di sotto dei venticinque anni

Seguono per i due strumentisti diverse registrazioni in studio: Flavio Ambrosetti incide per l’etichetta Dire di Tito Fontana dischi con Gruntz e Humair e il figlio Franco due dischi con il suo quartetto e il sassofonista argentino Gato Barbieri

Qualche anno dopo si ritrovano insieme alla testa della formazione orchestrale “The Band” nell’album The Band – The Alpine Power Plant, di cui fanno parte numerosi jazzisti europei e americani, tra cui, Daniel Humair, George Gruntz, Dusko Gojkovich, Woody Shaw, Benny Bailey, Phil Woods, Dexter Gordon, Eddie Daniels, Niels-Henning Ørsted Pedersen

Per gentile concessione dell’editore di Musica Jazz

Contributo condiviso da Maurizio Giammarco

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