Il chitarrista Lanfranco Malaguti (1949 – 2019) è stato uno dei più importanti chitarristi della scena jazz internazionale
Cresce artisticamente a Roma per poi spostarsi dal 1978 in provincia di Treviso. Nel 1988 incide una serie di dischi col contrabbassista Enzo Pietropaoli e il batterista Fabrizio Sferra: Sound Investigations, Synthetismos e Something, nel quale secondo il proprio linguaggio stilistico il chitarrista reinterpreta brani estrapolati dal songbook dei Beatles
Nel 1989 viene eletto come “miglior nuovo talento” nel referendum Top Jazz, indetto dalla rivista Musica Jazz
Nel 1991 Lanfranco Malaguti incide l’album Azzurro, con brani di Adriano Celentano, Ennio Morricone, Armando Trovajoli, Paolo Conte, Domenico Modugno, Sergio Endrigo e Gino Paoli, e l’anno seguente Parole, parole … inciso in quartetto con Stefano D’Anna, Enzo Pietropaoli e Roberto Gatto, con brani di Mina, Fabio Concato, Pino Daniele e Zucchero
Nel 2011 viene nuovamente premiato nella classifica del referendum Top Jazz
Lanfranco Malaguti è stato tra i primi jazzisti in Italia a misurarsi con composizioni appartenenti all’ambito della musica pop, preferendoli agli standard del songbook statunitense
Nel corso della sua carriera ha collaborato con numerosi jazzisti del panorama musicale italiano ed internazionale: Ares Tavolazzi, Maurizio Caldura, Renato Geremia, Franco Cerri, Piero Leveratto, Marcello Tonolo, Lee Konitz, Bill Smith e altri
Discografia essenziale: Sound Investigations (1988 – Splasc(H) Records), Synthetismos (1989 – Splasc(H) Records), Something (1989 – Nueva), Azzurro (1991 – Sentemo Srl), Campo Grande (1992 – Sentemo Records), Parole, parole… (2000 – Splasc(H) Records), Why Not? (2016 – Splasc(H) Records)




