Locandina del programma del Festival di Umbria Jazz organizzato a Perugia, Terni, Gubbio, Orvieto, Todi
Come indicato nella locandina, nelle prime edizioni del Festival di Umbria Jazz, dal 1973 al 1978, l’accesso ai concerti da parte del pubblico era gratuita
Il sassofonista e direttore d’orchestra Tommaso Vittorini nel libro Musica in libera uscita. Free, rock e altra musica degli anni ‘70 (Arnoldo Mondadori Editore, 1984) scrive “gli Enti locali, vale a dire Regione, Province e Comuni, si assunsero l’onore di pagare i musicisti e le spese di viaggio… per un rilancio turistico dell’Umbria… quando si sparse la voce, per l’Europa, di un festival gratuito, migliaia di fricchettoni autostoppisti cominciarono a preparare il loro bagaglio e ad arrotolare il sacco a pelo. Il pubblico itinerante constava di circa otto-diecimila individui, che in città di quindicimila abitanti facevano la loro figura”
Tale condizione sortisce l’effetto di creare problemi di ordine pubblico con la conseguente cancellazione della manifestazione jazzistica nel 1978, riattivata soltanto quattro anni dopo con l’introduzione del pagamento del biglietto di entrata
Contributo condiviso da Claudio Pungetti
Testo a cura di Paolo Marra




