Articolo di Marco Molendini apparso sul quotidiano Il Messaggero (del 24 ottobre 1979) con l’intervista a Max Gordon, fondatore del Village Vanguard, storico jazz club situato nel distretto di Manhattan a New York City
Nell’intervista Max Gordon, allora settantaseienne, racconta così la storia del famoso jazz club newyorkese del Greenwich Village –
“Il primo locale l’ho aperto nel 1934 nella stessa zona (Greenwich Village). Poi mi sono trasferito qua un anno dopo. Non era un jazzclub, allora. Una specie di coffee-house, piuttosto, piena di poeti, scrittori… abbiamo cominciato a fare del folk verso il 1940… quando è venuto fuori il be-bop, c’erano jam session tutte le notti. Veniva Pork pie hat, come si chiama, ah sì, Lester Young, e Billie (Holiday). Era la musica che mi piaceva, quella, però anche Trane e Rollins… qua è passata la storia del jazz degli ultimi quarant’anni. Sul palco laggiù hanno suonato tutti, ci sono passati Bird (Charlie Parker), Miles (Miles Davis). Era un bravo ragazzo, Miles, è cresciuto qui”
Il Village Vanguard viene aperto nel 1934 da Max Gordon in uno scantinato, ex mescita clandestina di liquori, sulla Settima Avenue Sud a Manhattan, nel quartiere “bohémien” del Greenwich Village
Nei primi anni di attività il locale ospita poeti, autori, comici e intrattenitori sui generis, in linea con il movimento della cultura alternativa del quartiere newyorkese: Eli Siegel, Maxwell Bodenheim, Joseph Ferdinand Gould, Harry Kemp altri. Ma anche attrici e attori, in seguito divenuti famosi nell’ambito del cinema statunitense e internazionale, Judy Holliday e Woody Allen, e musicisti folk e blues, tra i quali Richard Dyer-Bennet, Woody Guthrie, Lead Belly, Pete Seeger.
Dagli anni Cinquanta la programmazione del Village Vanguard viene dedicata esclusivamente alla musica jazz, per divenire negli anni a seguire la meta obbligata per affermati jazzisti e per altrettanti giovani talenti in cerca di visibilità
Tra questi, Dizzy Gillespie, Miles Davis, John Coltrane, Lester Young, Billie Holiday, Errol Garner, Coleman Hawkins, Dinah Washington, Charlie Parker, Count Basie, Thelonious Monk, Jim Hall, Art Blakey, Arnett Cobb, Sonny Rollins, Charles Mingus, Rahsaan Roland Kirk, Bill Evans, Dexter Gordon, Wynton Marsalis, Martial Solal, Enrico Pieranunzi, Brad Mehldau, Michel Petrucciani
Contributo condiviso da Marco Molendini
Testo a cura di Paolo Marra
