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Musica per Immagini negli anni Settanta
Negli anni Settanta diversi musicisti attivi nell’area jazz e musica colta vengono chiamati a comporre e registrare musica per sonorizzazioni e commenti musicali (indicata anche col termine “library-music”). Questa tipologia di musica applicata veniva utilizzata per documentari e caroselli, sigle e programmi di inchiesta culturale, serie televisive o per specifiche scene girate nell’ambito di drammi e filmati dedicati a sport, lavoro, tempo libero e ricostruzioni storiche.
Questa attività consente al compositore di sperimentare a più livelli nuove modalità tecniche, espressive e timbriche, facendo ricorso anche a sofisticate apparecchiature elettroniche. Tuttavia bisogna constatare come l’alta qualità di queste produzioni musicali non facesse sempre il paio con quella contenutistica e tecnica del materiale visivo. In conseguenza di ciò nei decenni successivi la musica strumentale per sonorizzazioni si è scissa dal ruolo primario di accompagnamento sonoro per immagini acquisendo un proprio stato di opera artistica, rivalutata da producer, collezionisti ed etichette discografiche.
Di conseguenza diversi autori attivi in questa area musicale sono stati scoperti e valutati in un’altra ottica dal pubblico internazionale soprattutto grazie al lavoro di pubblicazione in formato cd e vinile di dischi da loro incisi da parte di etichette italiane quali Schema Records, Easy Tempo, Four Flies Records.
Diversi strumentisti e compositori italiani si dedicano negli anni Settanta a questo specifico ambito musicale in cui trovano spazio impasti sonori ed arrangiamenti ispirati al jazz, musica leggera, elettronica ed esotica, funk, soul, psichedelia, folk-rock e ambient music; tra questi Piero Umiliani, Piero Piccioni, Armando Trovajoli, Sandro Brugnolini, Giancarlo Barigozzi, Amedeo Tommasi, Sante Palumbo, Oscar Rocchi, Enrico Pieranunzi, Paolo Renosto, Stefano Torossi, Giancarlo Gazzani, Puccio Roelens.
Il pianista e direttore d’orchestra Piero Umiliani, famoso per il lavoro realizzato nell’ambito della colonne sonore – tra le altre si segnala quella per il film “I Soliti Ignoti” (1958) del regista Mario Monicelli – incide una serie di lavori discografici di musica strumentale per sonorizzazioni per le etichette Omicron, Soundworkshop, Liuto Records, da lui stesso fondate, e l’etichetta francese St Germain Des Prés: Effets Speciaux (1972), Percussions (1972), Genti e Paesi del Mondo (1975), Continente Nero (1975), L’Uomo e la Città (1976), Tempi Descrittivi per Piccolo Complesso (1976), Atmospheres (1979). Ad un attento ascolto ci si accorge di come Piero Umiliani, oltre a fare ricorso al suo background jazzistico, metta in campo nei suoi lavori discografici una vera e propria ricerca sonora sul piano dinamico e timbrico, anticipando di qualche anno la musica ambient del musicista e compositore britannico Brian Eno (Discreet Music, 1975, Ambient 1: Music for Airports, 1978), e l’elettronica del musicista e compositore francese Jean Michel Jarre (Oxygène, 1976), ma anche gran parte della world music degli anni Ottanta.
Se mai ce ne fosse dubbio, tale aspetto della carriera professionale di Piero Umiliani è l’ulteriore conferma di come artisti italiani di tale levatura tecnica abbiano avuto un peso specifico nel forgiare i caratteri essenziali di nuovi stili e generi musicali successivamente elaborati e sviluppati da musicisti europei e statunitensi blasonati a livello internazionale.
Un altro musicista italiano che avvia e sviluppa tra gli anni Settanta e Ottanta una personale ricerca sperimentale è Sandro Brugnolini, in particolare indirizzata all’utilizzo di nuove tecnologie applicate alla musica elettronica: campionatori, sintetizzatori, computer e sistema MIDI. Clarinettista e compositore, Brugnolini in precedenza aveva militato nella Modern Jazz Gang, formazione di cool jazz, per poi dedicarsi alla realizzazione di dischi di musica per sonorizzazioni; tra questi si ricordano Underground e Overground, entrambi incisi nel 1970, Superground (pubblicato nel 2019 dall’etichetta romana Four Flies), Utopia del 1972. Inoltre il musicista romano prende parte al collettivo Freedom Power; l’omonimo album del collettivo di cui facevano parte il chitarrista Silvano Chimenti, il pianista Enrico Pieranunzi, l’arrangiatore e flautista Gabriele Ducros, la cantante soprano Edda Dell’Orso, viene inciso nel 1976.
Altri musicisti scelgono di lavorare nel campo delle sonorizzazioni celandosi dietro uno pseudonimo. Per esempio il pianista e direttore d’orchestra Puccio Roelens e il contrabbassista Stefano Torossi con gli pseudonimi Jay Richford e Gary Stevan incidono nel 1974 il disco di easy listening dal titolo Feelings. Il compositore di musica sinfonica, da camera, seriale e dodecafonica Paolo Renosto con lo pseudonimo Lesiman incide per l’etichetta lombarda Vedette del violinista e direttore d’orchestra Armando Sciascia i dischi Here and Now Vol. 1 (1973) e Here and Now Vol.2 (1974).
Giancarlo Barigozzi- Womans Colors
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