Nella foto (di Andrea Muti), il quintetto di Steve Lacy, formato dalla violoncellista svizzera Irene Aebi (moglie di Lacy), il sassofonista Steve Potts, il contrabbassista Kent Carter e il batterista Oliver Johnson al Saint Louis jazz club di Roma
Intorno al 1965, Steve Lacy incide a Roma col contrabbassista Kent Carter e il batterista italo-svizzero Aldo Romano il disco dal titolo Disposability. In seguito forma un quartetto col trombettista Enrico Rava e i musicisti sud-africani Johnny Dyani (contrabbasso) e Louis Moholo (batteria). Il quartetto incide a Buenos Aires (Argentina) il disco, tra i più importanti del genere free jazz, The Forest And The Zoo
Dopo essere tornato per un breve periodo a New York, si trasferisce per circa due anni a Roma. Nella Capitale collabora con la formazione allargata di musica d’avanguardia e concreta Musica Elettronica Viva, di cui fanno parte Frederic Rzewski, anche lui trasferitosi in Italia nel 1960, Allan Bryant, Richard Teitelbaum e il sassofonista Ivan Vandor. Inoltre suona con Giorgio Gaslini, Giovanni Tommaso e Franco D’Andrea
Foto tratta dal libro “Jazz Moment” a cura di Adriano Mazzoletti, Marco Molendini e Stefano Mastruzzi
Testo a cura di Paolo Marra
