Ray Charles a Bologna

Nella foto, il cantante, pianista e compositore americano Ray Charles in concerto negli anni Sessanta al Festival di Jazz di Bologna fondato nel 1958 dal produttore e impresario italiano Alberto Alberti con Antonio “Cicci” Foresti

Ray Charles è stato uno degli artisti più importanti e influenti della musica afroamericana Nell’arco della sua lunga carriera ha abbracciato diversi stili e generi musicali: musica leggera, blues, jazz, country e soul

Tra le sue incisioni più famose sono da ricordare “I Got a Woman”, “Hallelujah I Love Her So”, “What I’d Say” – nata come improvvisazione alla fine di un concerto diviene negli anni una delle canzoni più conosciute della musica popolare americana – e “George On My Mind”

Nel 1961 incide gli album “Soul Meeting”, con il vibrafonista del Modern Jazz Quartet, Milt Jackson, e Genius+Soul=Jazz, con gli arrangiamenti orchestrali di Quincy Jones e Ralph Burns, in cui è accompagnato dai membri dell’orchestra di Count Basie

Con questi due lavori discografici il pianista e cantante americano si avvicina al Soul Jazz, genere musicale che in quegli anni permette ai musicisti di estrazione bebop e hard bop di avere un maggiore riscontro in termini di vendite e visibilità artistica

Nel 1962, Ray Charles incide l’album Modern Soul in Country and Western Music. Il disco, contro ogni previsione, riscuote un largo successo di pubblico e viene accolto positivamente dalla critica, per divenire negli anni l’emblema della fusione di generi, rhythm and blues e country music

Contributo condiviso da Claudio Pungetti

Testo a cura di Paolo Marra 

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