Scuola di Jazz a Testaccio

Articoli a firma di Maria Emilia De Luca e Giorgio Gaslini pubblicati sul quotidiano L’Unità (1976) riguardanti la scuola di jazz nel quartiere Testaccio di Roma

Nel 1975 un edificio abbandonato nel quartiere romano di Testaccio di proprietà della Banca Nazionale delle Comunicazioni viene occupato, con l’appoggio del Comitato di Quartiere, da un gruppo di giovani artisti allo scopo di creare al suo interno una scuola di musica

La Scuola di Testaccio diviene in poco tempo un luogo di aggregazione aperto a chiunque, a cui viene data la possibilità di iscriversi e partecipare a corsi di jazz disponibili a costi ridotti

Bisogna tenere presente che fino ad allora i giovani interessati allo studio e all’approfondimento del jazz e di altri generi di estrazione popolare e multi-etnica, ad eccezione della musica classica di stampo accademico, dovevano prendere costose lezioni private, con scarse opportunità di poter suonare insieme ad altri giovani musicisti in spazi dedicati alla piena libertà espressiva

Tra i promotori e docenti della Scuola Popolare di Musica di Testaccio vi erano Bruno Tommaso, Paolo Damiani, Martin Joseph, Danilo Terenzi, Eugenio Colombo, Maurizio Giammarco, Giampaolo Ascolese

Contributo condiviso da Maurizio Giammarco

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