Intervista di Guido Gazzoli al pianista e compositore Enrico Pieranunzi pubblicata sulla rivista Musica Jazz (Gennaio 1979)
Nell’intervista Enrico Pieranunzi parla del suo percorso artistico nell’ambito del panorama jazzistico romano iniziato negli anni del liceo con alcune jam session con il contrabbassista Bruno Tommaso e il batterista Bruno Biriaco e proseguito, a diciotto anni, col quartetto del trombonista Marcello Rosa
Qualche anno dopo inizia a collaborare con i grandi musicisti americani di passaggio a Roma – Johnny Griffin, Kenny Clarke, Art Farmer, Sal Nistico – dapprima al Blue Note e in seguito al Music Inn, jazz club fondati e gestiti da Pepito Pignatelli
L’intervista offre, inoltre, l’occasione al pianista italiano di soffermarsi sull’attività di docente svolta dal 1975 presso il Conservatorio di Campobasso e di direttore artistico dell’etichetta Edipan, fondata dal Maestro Bruno Nicolai
La collaborazione con Bruno Nicolai nasce nel 1976 all’indomani della pubblicazione da parte della label romana del suo lavoro discografico in piano solo dal titolo The Day After The Silence
Parlando della scena del jazz italiano del periodo, Enrico Pieranunzi ne evidenzia il miglioramento quantitativo in termini di interesse e diffusione presso il pubblico, da ricondurre ad una maggiore organizzazione di concerti, festival, nonché di seminari e corsi dedicati all’improvvisazione inclusi nei programmi delle scuole di musica
Pur denunciando un minore numero in Italia di musicisti di valore rispetto agli Stati Uniti e paesi europei dovuto all’assenza della pratica musicale in età scolare e all’esterofilia da parte di critica e istituzioni, il pianista dichiara –
“Fermo restando il debito “storico” nei confronti dei musicisti americani, nell’ambito europeo non dobbiamo (noi jazzisti italiani) soffrire di nessun complesso di inferiorità”.
Per gentile concessione dell’editore di Musica Jazz
Contributo condiviso da Enrico Pieraunzi
Testo a cura di Paolo Marra

