Sergio Fanni

Il trombettista Sergio Fanni (1930 – 2000) inizia la sua carriera artistica nell’ambito della scena jazzistica torinese. Dopo aver frequentato il Conservatorio Giuseppe Verdi del capoluogo torinese suona nei locali della città, tra gli altri col polistrumentista Fred Buscaglione

Nel 1958 partecipa al Festival Jazz di Sanremo col quintetto del sassofonista Eraldo Volontè. Milita tra le file dell’Orchestra di Musica Leggera della Rai, diretta dal pianista Armando Trovajoli, formata dai migliori jazzisti dell’epoca tra i quali Giorgio Azzolini, Gilberto Cuppini, Eraldo Volontè, Gianni Basso, Oscar Valdambrini, Dino Piana

Negli anni Sessanta col quintetto a nome del batterista Gil Cuppini vince la prima edizione del concorso radiofonico trasmesso dalla Rai, “La Coppa del Jazz”, e incide il primo disco a suo nome dal titolo Una tromba per l’Europa, col pianista Renato Angiolini, Giorgio Azzolini e il batterista Lionello Bionda

Negli anni Settanta, con la formazione di Giorgio Azzolini, composta da musicisti dell’area jazzistica della città meneghina, Franco D’Andrea, Sante Palumbo, Eraldo Volontè, Giancarlo Barigozzi, Tullio De PiscopoBruno Biriaco, Giancarlo Pillot, incide gli album Azzolini’s Spanish Portrait (1973)The Scicluna Street (1976). Col quintetto del pianista Oscar Rocchi incide l’album dal titolo Alchemy. Nel 1975 col quintetto a suo nome incide per l’etichetta milanese Carosello Records l’album Hard Suite

Nonostante il vocabolario tecno-espressivo di Sergio Fanni tradisca l’influenza dei principali esponenti del be-bop e Hard bop, Clifford Brown, Dizzy Gillespie, Miles Davis, Freddie Hubbard e altri, tra la fine degli anni Sessanta e inizio degli anni Ottanta collabora con alcuni esponenti della corrente dell’avanguardia e free jazz italiano: Grido (1968) della Big Band diretta da Giorgio Gaslini, Don’t Bother Me (1971) del contrabbassista Giorgio Buratti, Nuova Civiltà – Jazz in Fabbrica (1972) del pianista Enrico Intra, Terzo Mondo (1980) del pianista Gaetano Liguori

Sergio Fanni ha inoltre suonato nella Big Band del musicista e compositore americano Bill Russo e nel quintetto del batterista statunitense Kenny Clarke

Discografia essenziale: Una tromba per l’Europa (1962 – Ricordi), Hard Suite (1975 – Carosello Records)

Testo a cura di Paolo Marra

COLLEGAMENTI ESTERNI

keyboard_arrow_up