Articolo di Dario Salvatori dal titolo “Sul Jazz in Italia Inchiesta” pubblicato sulla rivista Ciao2001 (gennaio 1977)
Nell’articolo il giornalista intervista diversi giovani musicisti che “hanno avuto la capacità di mantenersi fuori da certi ingranaggi radio-televisivi, pubblicitari o comunque extra-jazzistici” al fine di porre in essere un’indagine sulla “situazione attuale” del jazz in Italia: Andrea Centazzo, con alle spalle molteplici esperienze, tra cui quella maturata negli Stati Uniti, Giorgio Gaslini, docente del seminario di Venezia, produttore con una propria etichetta discografica “Dischi della Quercia” e leader di un trio con due musicisti americani, Guido Mazzon, prolifico trombettista della scena jazz milanese, Claudio Lo Cascio, propugnatore di una musica tra folk e jazz, Gaetano Liguori, leader del trio Idea, Mario Paliano del gruppo sardo Cadmo, arrivati a Roma nel 1974, Patrizia Scascitelli, “l’unico personaggio femminile di rilevanza nazionale”, Toni Rusconi, percussionista del gruppo OCMI formato con Renato Geremia e Mauro Periotto
A seguito del dominio della scena jazz italiana da parte di musicisti della “vecchia guardia”, come Gianni Basso, Oscar Valdambrini, Nunzio Rotondo, Dino Piana, nel 1971 vengono alla ribalta nuovi nomi, quali per esempio Massimo Urbani, Mario Schiano, Patrizia Scascitelli, Guido Mazzon. Questi vengono accusati dai jazzisti delle generazioni precedenti di “dilettantismo, scarsa preparazione tecnica e… speculazione politica per veicolare il loro insulso messaggio musicale”
Gradualmente la “vecchia guardia” ottiene una nuova visibilità che, nel corso degli anni settanta, sortisce l’effetto di ristabilire una situazione paritaria, in termini di ingaggi, concerti e incisione di dischi, coi musicisti che erano stati protagonisti del boom del nuovo jazz italiano
Contributo condiviso da Patrizia Scascitelli
Testo a cura di Paolo Marra





