Sul nuovo Jazz Italiano

Articolo dal titolo “Sul nuovo jazz italiano” di Arrigo Polillo, pubblicato sul settimanale Epoca (1976)

Nell’articolo il noto critico musicale fa un’attenta disamina dell’affermazione nei primi anni Settanta del fenomeno della nuova scena jazz Italiana

A Roma, settanta giovani musicisti prendono parte all’iniziativa di esibirsi nel tendone del Teatro Circo, nel quartiere Testaccio di Roma, per raccogliere fondi a sostegno dell’iniziativa di un gruppo di artisti, tra cui il contrabbassista Bruno Tommaso, rivolta alla ristrutturazione di un edificio in disuso nel quale collocare la Scuola Popolare di Musica di Testaccio

Arrigo Polillo si sofferma sull’aspetto sociale, culturale e prettamente solidale di tale iniziativa che prende le mosse da un movimento di giovani leve del jazz italiano che si esibiscono nell’ambito dei Festival dell’Unità, in  teatri situati in zone periferiche della Capitale, fabbriche e piazze di piccoli centri urbani, con l’organizzazione di contro-festival autogestiti

Inoltre, a Roma nasce il “Collettivo”, gruppo di giovani jazzisti che gravitano intorno ai catalizzatori Mario Schiano (sassofonista napoletano e leader del Gruppo Romano Free Jazz) e Giorgio Gaslini (titolare della cattedra nel biennio 1972/73 del corso di Jazz al Conservatorio di Santa Cecilia)

A Milano vengono organizzate manifestazioni al Teatro Officina da “La Cooperativa Orchestra”, collettivo di musicisti di jazz, folk e pop con prerogative anti-consumistiche

Il nuovo corso del jazz italiano, come sottolineato da Arrigo Polillo, marca un passaggio generazionale durante il quale le nuove leve si ritagliano con difficolta e determinazione propri spazi di aggregazione e condivisione, allontanandosi dallo stereotipo del jazzista così diffuso nel decennio precedente.

Contributo condiviso da Maurizio Giammarco

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