Tommaso, Lewis, Coltrane

Nella prima foto, il contrabbassista e compositore Giovanni Tommaso col pianista statunitense John Lewis

Nella seconda foto, Giovanni Tommaso col sassofonista statunitense John Coltrane

(Foto estratte dall’opuscolo a cura di Carlo Pecoraro dal titolo “Giovanni Tommaso: 40 anni di Jazz”)

Verso la fine degli anni Cinquanta Giovanni Tommaso mentre frequenta il Conservatorio Cherubini di Firenze accetta “una scrittura per suonare sulle navi con rotta New York – Caraibi”

Nella metropoli americana, il musicista italiano ascolta tanta musica “apprendendo dal vero, andando a seccare il contrabbassista di turno per farsi spiegare le cose”. Questo gli consente di avere una “crescita notevole” tanto da differenziarsi a livello tecnico dagli altri contrabbassisti attivi in quel torno di tempo in Italia

In seguito Giovanni Tommaso forma un trio con Amedeo Tommasiun pianista che abitava a Bologna” e Franco Mondiniun batterista di Torino“. Il trio si distingue per essere una “ritmica moderna per allora… una specie di Red Garland, Paul Chambers e Philly Jo Jones”, in grado di accompagnare diversi musicisti americani arrivati in Italia, tra cui il trombettista Chet Baker

Verso il 1966, Giovanni Tommaso si trasferisce a Roma, in seguito “alla famosa alluvione” avvenuta quell’anno a Firenze. Nella Capitale inizia l’attività come free lance “suonando con chiunque e in qualunque contesto”. Dopo un anno entra a far parte dell’Unione Musicisti di Roma, attraverso cui inizia l’attività di turnista per le registrazioni in studio. Suona in diversi dischi e caroselli… “da Cuore Matto alla Bambola… ai film di Ennio Morricone

In seguito ad una “folgorazione di Bitches Brew”, album del trombettista americano Miles Davis, il contrabbassista di Lucca forma il gruppo jazz-rock Perigeo, con Franco D’Andrea, Claudio Fasoli, Tony Sidney, Bruno Biriaco. Il quintetto gira l’Europa in tournée “aprendo i concerti dei Weather Report”, e si esibisce in Canada, vivendo un periodo artistico “intenso, pieno di fermento

Contributo condiviso da Maurizio Giammarco

Testo a cura di Paolo Marra 

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