Tra Roma e Milano – A Long Way

Enrico Pieranunzi si impone nel 1975 all’attenzione della critica musicale come rivelazione della scena jazz italiana con l’album in trio Jazz a Confronto 24, pubblicato dalla label indipendente Horo. Negli anni seguenti il pianista italiano incide i lavori discografici in piano solo The Day After The Silence e A Long Way.

In quel periodo i musicisti attivi nelle scene jazzistiche di Roma e Milano raramente avevano l’opportunità di stringere una pur minima relazione professionale per suonare insieme.

D’altra parte, mentre il capoluogo lombardo in quegli anni rappresenta il centro dell’editoria italiana, con le sedi di Mondadori, Rusconi e Musica Jazz, la Capitale con gli studi cinematografici di Cinecittà offre ai jazzisti regolari ingaggi come turnisti per la realizzazione di temi musicali per pellicole di blasonati registi italiani.

Alla luce di ciò, non è difficile comprendere la ragione per cui avere l’opportunità di incidere un disco nel capoluogo lombardo per un jazzista della scena romana rappresentasse un’eccezione alla regola quanto un riconoscimento “nazionale” al lavoro artistico fin lì realizzato. Tale opportunità viene data ad Enrico Pieranunzi da Mario Rapallo, produttore dell’etichetta lombarda Carosello Records.

Nelle note di copertina dell’album il noto critico Franco Fayenz mette a confronto l’esecuzione di Pieranunzi con quella del pianista austriaco Friedrich Gulda alla luce del comune background classico –

La sua dimestichezza con i due linguaggi (classico e jazzistico) è tanto impeccabile quanto singolare. Perfino in Friedrich Gulda quando suona jazz si avverte il concertista nelle note perlate, nei trilli e negli arpeggi. Pieranunzi invece ha un feeling jazzistico totalmente assimilato, anzi, forse connaturato alla sua personalità, sia che improvvisi su temi altrui, sia che interpreti le sue stesse composizioni”

La seduta di registrazione del disco del 16 marzo del 1978 viene bruscamente interrotta dalla tragica notizia del rapimento del presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro e dell’uccisione di due carabinieri e tre poliziotti di scorta da parte di un nucleo armato delle Brigate Rosse.

Il tragico evento avrà un impatto notevole sull’assetto politico italiano con una forte eco sulla società civile, impaziente di lasciarsi alle spalle il terribile periodo degli “anni di piombo”.

Tali mutate condizioni contribuiranno al graduale disinteresse del pubblico e musicisti nei confronti del cantautorato impegnato, progressive rock e free jazz, movimenti musicali legati a doppio filo all’ala antagonista della sinistra italiana.

Si profila all’orizzonte un radicale cambiamento in seno al jazz in favore del  mainstream jazz e fusion che nel decennio successivo troveranno l’interesse di numerosi solisti e formazioni

Nota 1: Tra i più autorevoli pianisti del xx secolo, Friedrich Gulda durante la sua lunga carriera ha eseguito composizioni di musica classica e contemporanea di autori quali Beethoven, Bach, Mozart, Debussy.
Si è interessato, inoltre, nella veste di compositore ed esecutore, alla musica jazz, passione condivisa col pianista austriaco Joe Zawinul durante gli studi accademici. In seguito collabora col pianista statunitense Chick Corea

Nota 2: Nelle note di copertina dell’album A Long Way viene erroneamente riportata come data di registrazione “february 10 – 1978

Paolo Marra

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