Confluences

Videocittà Watercult 2026

12
LUGLIO 2026

h 19:00 e h 20:00
Videocittà Watercult 2026

Via del Commercio 9-11 – Roma

Le ultime due performance del progetto Conflunces di RUFA e Saint Louis chiudono le tre serate dedicate al dialogo tra suono e immagine per Videocittà Watercult 2026.

Domenica 12 luglio si conclude al Gazometro di Roma Confluences, il progetto audiovisivo firmato da RUFA e Saint Louis per Videocittà 2026, con le ultime due performance dal vivo: suspended floating point operations e Tear Model

Ore 19:00 — suspended floating point operations, di Cor Langerak. Ensemble: Iacopo Franceschini elettronica, Leonardo Cervini basso, Caterina Zanella voce

Il titolo è la chiave concettuale del lavoro: floating point è il formato numerico alla base di ogni simulazione digitale, il modo in cui un computer registra una grandezza continua come lo scorrere dell’acqua. Letto altrimenti, è anche il punto lasciato fluttuante nel vuoto — l’unità a cui il fiume viene infine ridotto — e porta con sé il proprio margine di errore: la perdita di precisione, piccola e permanente, che ogni misurazione discreta di qualcosa di continuo non può evitare. L’opera nasce da riprese lente della superficie del Tevere, che scorrono intatte finché la corrente non comincia a corromperle: dove l’acqua è più rapida, l’immagine cede, i pixel si trascinano nella direzione del flusso. Nel movimento finale l’immagine collassa nella sua unità minima, e l’acqua riappare come una nuvola di punti tridimensionali alla deriva, una simulazione generata dalle riprese originali che poi se ne libera, continuando a scorrere autonomamente. Il fiume, scrive Langerak, non viene più filmato: viene calcolato.

A dialogare con le immagini è l’ensemble composto da Iacopo Franceschini all’elettronica, Leonardo Cervini al basso e Caterina Zanella alla voce.

Ore 20:00 — Tear Model, di Angela D’Onghia e Simona Vacca. Ensemble: Iolanda Isabella elettronica, Silvia Olivier piano, Angelica Bianchi voce

Tear Model esplora la possibilità di una tristezza artificiale attraverso la simulazione computazionale delle emozioni. Il punto di partenza è l’acqua nella sua forma più intima: la lacrima. Attraverso un modello di intelligenza artificiale capace di prevedere le risposte neurali umane a stimoli audiovisivi, la performance traduce il dolore in dati, immagini e suono, interrogando il confine tra esperienza emotiva ed elaborazione algoritmica. Se le emozioni artificiali sono evidentemente costruite, si chiedono le autrici, quanto possiamo davvero dire che quelle umane siano autentiche e non, almeno in parte, apprese? La lacrima diventa così il punto d’incontro tra corpo e algoritmo, dove il confine tra emozione vissuta ed emozione simulata si fa sempre più sottile.

Angela D’Onghia (Martina Franca, 2001) e Simona Vacca (Cagliari, 2001) sono un duo di artiste multimediali con base a Roma. La loro pratica si muove tra performance audiovisiva, installazione e territori ibridi, costruendo scenari sperimentali in cui corpo e tecnologia diventano strumenti per leggere il presente.

A costruire il tessuto sonoro dell’opera è l’ensemble formato da Iolanda Isabella all’elettronica, Silvia Olivier al piano e Angelica Bianchi alla voce.

Con questa doppia performance si chiude il percorso di Confluences. Tre serate, cinque opere, un’unica domanda di fondo: quanto dell’esperienza umana, dall’acqua alle emozioni, può ancora dirsi non mediata dalla tecnologia?

Crediti completi
suspended floating point operations — Visual artist: Cor Langerak. Ensemble: Iacopo Franceschini (elettronica), Leonardo Cervini (basso), Caterina Zanella (voce).
Tear Model — Visual artist: Angela D’Onghia, Simona Vacca. Ensemble: Iolanda Isabella (elettronica), Silvia Olivier (piano), Angelica Bianchi (voce).

Confluences, a cura di RUFA e Saint Louis College of Music, è parte del programma di Videocittà Watercult 2026, il Festival della Visione e della Cultura Digitale che torna al Gazometro di Roma dal 10 al 12 luglio 2026 dedicando la sua nona edizione al tema dell’acqua.

Installazioni luminose, esperienze immersive, interattive e in virtual reality, arte digitale, dj set e performance audiovisive dal vivo animeranno la più grande area di archeologia industriale urbana europea.

Videocittà Watercult 2026

  • Via del Commercio 9-11 Roma (Metro B Garbatella)
  • Apertura porte e biglietteria per il pubblico dalle h 19:00
  • Ingresso: giornaliero € 20; pass per tre giorni € 50; ingresso gratuito per under 12
  • Biglietti ridotti (20%) per allievi, docenti e staff Saint Louis (codice promozionale in newsletter)
  • Info su: https://www.videocitta.com/
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