Giovanni
Il pianista Giovanni Mirabassi, nato a Perugia nel 1970, è probabilmente il più singolare, un viaggiatore attratto dai sentieri di cresta piuttosto che dai percorsi più facili. Nel 2001, il pubblico francese si lascia conquistare dal fascino discreto del suo album solista, Avanti!.
Invece di scegliere temi di improvvisazione tra gli standard jazz, Mirabassi preferisce rivelare la malinconia nascosta in una quindicina di inni alla libertà e canti partigiani di vari Paesi. Il successo critico è travolgente e il disco gode di una brillante carriera internazionale.
A 31 anni, Giovanni afferma la sua indipendenza, lasciandosi alle spalle un passato fatto di sfide: un padre avvocato e democratico cristiano, che lo voleva avviare a una carriera forense; un fratello maggiore, clarinettista jazz, poco incline a condividere il suo spazio sotto i riflettori; e le difficoltà di un percorso da autodidatta ostinato.
“Sentivo un bisogno imperativo di continuare il mio dialogo con la musica, iniziato a due anni al pianoforte di famiglia. All’epoca, era l’unico che mi rispondesse quando parlavo. Non avrei potuto essere altro che un pianista.”
Un talento precoce e un percorso irregolare
A 7 anni suona a orecchio tutti i preludi de Il clavicembalo ben temperato di Bach. Scopre il jazz al Festival di Perugia, spende la paghetta in dischi di Monk, Miles e Blakey, e sviluppa intuitivamente il suo stile.
Assimila come una spugna le armonie delicate di Enrico Pieranunzi, il fraseggio aristocratico di Bill Evans e la furia ritmica dei collettivi di Mingus.
Nonostante esperienze significative – una sera sul palco con Chet Baker, una tournée italiana con Steve Grossman e qualche premio pianistico – fatica a credere nella propria stella.
Nel 1992, l’esilio salvifico a Parigi segna una svolta. Qui incontra artisti italiani come Paolo Fresu, Flavio Boltro e Stefano Di Battista, oltre al leggendario Aldo Romano, e riceve consigli preziosi dal grande pianista classico Aldo Ciccolini.
Il successo di Avanti! e la fedeltà alla libertà artistica
Dopo l’album Architectures (1998), Avanti! lo consacra. Ma invece di capitalizzare il successo con il jazz commerciale, Giovanni preferisce percorrere una strada personale. Animato da ideali politici vivaci, per lui il jazz deve essere libero e anticonformista.
Le collaborazioni diventano il suo faro artistico: nel 2003 scrive composizioni eteree per una formazione insolita (pianoforte, trombone, flicorno) con Glenn Ferris e Flavio Boltro (Air, premiato dall’Académie du Jazz).
Dal 2008 al 2012, guida un trio regolare con Gianluca Renzi e Leon Parker, pubblicando album che combinano poesia malinconica e swing implacabile (Terra Furiosa, Out of Track, Live at Blue Note, Tokyo).
Esplorazioni sonore e nuovi progetti
Sperimenta con orchestre d’archi (VIVA V.E.R.D.I., 2009), vibrafoni (No Way Out, 2015) e omaggi a Miyazaki (Mitaka Calling, 2019). Le sue composizioni audiovisive includono colonne sonore per film come Mademoiselle de Joncquières (2018) e la serie Les Siffleurs (prossima uscita).
Jazz Eleven e la libertà creativa
Nel 2017 fonda il label Jazz Eleven, pensato per artisti indipendenti. Il progetto produce dischi, promuove nuovi talenti e organizza concerti internazionali, sposando libertà e autenticità.
Un artista sempre in evoluzione
Recentemente nominato Cavaliere delle Arti e delle Lettere, Giovanni continua a sorprendere. Il suo ultimo album, The Swan And The Storm (2022), conferma la sua capacità di reinventarsi, mantenendo saldo il legame tra la tradizione jazz e la sperimentazione.
PROGETTI
LIVE e KICKING
JAZZ ELEVEN RECORDS
Giovanni Mirabassi e Rosario Guliani
Giovanni Mirabassi – piano
Rosario Giuliani – Alto & soprano
UN PROGETTO TANTO ATTESO, FINALMENTE REALIZZATO
Quando due figure del jazz contemporaneo si incontrano, la magia accade. Giovanni Mirabassi e Rosario Giuliani condividono molto più di una comune passione per il jazz: condividono insieme una visione musicale ricca e audace. Questo duo, incarna un dialogo intenso e sincero tra tradizione e innovazione.
Questo progetto, registrato dal vivo nello storico Ferber Studio di Parigi—un luogo simbolo della musica in cui Rosario Giuliani ha iniziato la sua carriera con l’etichetta Dreyfus Jazz—rappresenta un ritorno alle origini.
Con maturità e spontaneità, i due artisti rivisitano i colori del jazz italiano e le influenze americane che hanno plasmato i loro percorsi.



