Diana Winter, sul palco con Giorgia e in aula al Saint Louis

Intervista a Diana Winter, chitarrista e vocalist di Giorgia, in procinto di partire per il G Summer Tour 2026.

Sotto il cielo estivo del G Summer Tour 2026, tra l’Arena di Verona e la Reggia di Caserta, sul palco accanto a Giorgia, c’è come sempre lei, Diana Winter, storica vocalist della cantante, chitarrista, songwriter e docente dei corsi accademici di canto pop del Saint Louis College of Music.

Con lo sguardo di chi vive la scena da anni, tra grandi produzioni e dimensioni più intime, ci racconta di come la passione per la musica e la sperimentazione abbia sempre guidato il suo percorso. Dalla collaborazione storica con Giorgia alle nuove sfide vocali del repertorio, fino a un album registrato in presa diretta e a un rapporto con la musica fatto di scambio e formazione, emerge il profilo di un’artista che riesce a tenere insieme tutto – palco, studio e didattica – con naturale continuità, senza separazioni nette tra ciò che si impara e ciò che si restituisce.

Il G Summer Tour 2026 di Giorgia toccherà location di grande richiamo come l’Arena di Verona e la Reggia di Caserta. Quali sono le aspettative per queste date estive e in che modo si distinguono dalla dimensione dei palasport e degli stadi?

La prima aspettativa è sicuramente… che farà molto caldo! Al di là delle previsioni meteorologiche, le arene estive si distinguono da palasport e stadi perché sono luoghi più votati all’ascolto: hanno quasi qualcosa del teatro all’aperto. Anche se gli spettacoli sono en plein air, riesce comunque a emergere una dimensione più intima e raccolta. Trovo poi che la performance finisca per dialogare anche con l’ambiente circostante, e questo contribuisce a renderla ancora più coinvolgente. Personalmente preferisco questo tipo di contesto rispetto agli spazi chiusi: ha un fascino davvero particolare.

intervista Diana Winter vocalist di Giorgia e docente di canto pop al Saint Louis

Dopo anni trascorsi ad affiancare Giorgia nei concerti, quali cambiamenti hai notato nell’evoluzione del vostro rapporto artistico e nel pubblico che vi segue?

Da un punto di vista strettamente produttivo, negli anni c’è stato un crescendo di contaminazioni reciproche, dovuto anche al fatto che collaboriamo insieme da tanto tempo. Artisticamente mi trovo molto più coinvolta in tante scelte che riguardano la dimensione live. Sul piano umano, c’è senza dubbio una condivisione più profonda, e credo che più condivisione ci sia sul palco, migliore sia poi la resa finale dello spettacolo.

Quali sono i brani dei nuovi progetti di Giorgia che ti impegnano di più come vocalist, dal punto di vista interpretativo?

Paradossalmente, i brani che trovo più impegnativi dal punto di vista vocale sono proprio quelli dell’ultimo album, che si avvicinano a un modello di songwriting contemporaneo con parametri diversi rispetto al passato. Cambia molto la gestione delle metriche e del flow, e viene data meno importanza al suono puro o alla “vocale lunga”, proprio perché i testi sono molto densi di parole e privilegiano maggiormente l’aspetto ritmico e l’articolazione veloce dei suoni.

Il tuo ultimo album, Collected Sounds Vol. II, è stato registrato senza correzioni invasive, in presa diretta. Come hai vissuto questa scelta metodologica e perché l’hai adottata?

L’ho scelta proprio per andare in totale controtendenza rispetto al mainstream contemporaneo, dove troppo spesso la tecnologia applicata alla performance viene usata come scorciatoia, invece che come strumento di sperimentazione, che è ciò che dovrebbe essere davvero.

Nel progetto collabori con professionisti come Fabio Balestrieri, ma anche con giovani musicisti, alcuni di loro ex-allievi conosciuti proprio al Saint Louis. Come sono nate queste collaborazioni?

Se dovessi paragonare la musica a un viaggio, direi che significa rimanere in contatto con i luoghi belli che hai attraversato in passato, che hanno contribuito a forgiare il tuo gusto e il tuo modo di essere, ma allo stesso tempo concedersi la libertà di scoprire altro, sia artisticamente che umanamente, lasciandosi contaminare dal nuovo. Fabio Balestrieri è stato il mio mentore fin da giovanissima, e forse è proprio per questo che oggi condividiamo una visione comune, pur mantenendo sfaccettature diverse, che rappresentano la vera ricchezza di ogni progetto artistico. La sua presenza è stata fondamentale, non solo per la mia carriera, ma anche per il mio percorso umano.

Insegni canto al Saint Louis College of Music dal 2019. Come si intrecciano le tue esperienze da musicista con l’insegnamento?

L’insegnamento è un’esperienza che arricchisce sia professionalmente sia, soprattutto, umanamente. E credo che sia proprio dall’umanità che debba nascere il desiderio di creare qualcosa che abbia un valore artistico autentico. Per questo motivo, nella mia esperienza, i due ambiti convivono perfettamente. Oggi, in un’epoca in cui troppo spesso ci si nasconde dietro uno schermo, avere la possibilità di condividere con un’altra persona uno spazio intimo e spesso molto profondo è un privilegio. Ed è anche per questo che preferisco pensare all’idea di guidare un allievo in un percorso, piuttosto che semplicemente “insegnare”.

Italo-austriaca, di formazione classica e vocale, Diana Winter ha debuttato come solista nel 2007 con l’album Escapizm (Warner) e da allora ha costruito una carriera che attraversa il pop, la musica afroamericana e la ricerca sonora più personale, documentata nell’ultimo progetto discografico Collected Sounds Vol. II, registrato in presa diretta, senza correzioni invasive. Nel frattempo ha collaborato, tra gli altri, con Toots Thielemans, con Phil Gould e Mike Lindup dei Level 42, e con Noemi, Franco Fussi, Drusilla Foer ed Elisa.

Ma è con Giorgia che il rapporto professionale si è fatto più lungo e strutturato: Diana la affianca come vocalist dal 2009, attraverso tour, eventi speciali e collaborazioni in studio. Una relazione artistica che quest’estate entra in una nuova fase con il G Summer Tour 2026, che porterà il progetto di Giorgia nelle arene e nelle grandi location all’aperto di tutta Italia, dall’Arena di Verona alla Reggia di Caserta.

Dal 2019 Diana Winter insegna canto pop al Saint Louis College of Music di Roma.

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