Quando hai deciso di studiare al Saint Louis?
Frequentavo la seconda media quando capii di voler intraprendere un percorso accademico musicale di alto livello. Informandomi sulle migliori realtà italiane, scoprii il Saint Louis e da quel momento divenne il mio obiettivo.
Cosa hai studiato e quali sono i ricordi più belli che porti con te negli anni della formazione al Saint Louis?
Ho studiato Chitarra Pop, partendo dal pre accademico e arrivando al diploma di laurea di I livello. I ricordi più belli rimangono sicuramente legati alle lezioni col Maestro Antonio Solimene, che mi hanno arricchito non solo come musicista ma anche come persona, quelle con il M° Pierpaolo Principato, Marco Manusso, Antonio Affrunti, ed ultimo, ma non meno importante, con il mio insegnante di strumento, William Stravato. Ero molto concentrato sul mio percorso e facendo il pendolare, viaggiavo, studiavo e ripartivo, quindi non ho molti aneddoti da raccontare. Col senno di poi, forse mi sarei concesso di vivere un po’ di più anche la vita universitaria.
Da dove nasce la tua passione per il Metal?
È nato intorno ai 14 anni, quando passai dall’ascoltare i Pooh (fu grazie a Dodi Battaglia che mi appassionai alla chitarra), Green Day, Guns N’ Roses, Deep Purple agli Iron Maiden e Judas Priest e così via. Vedere quella tecnica sullo strumento e soprattutto sentire quell’energia che solo il metal sa sprigionare fu come vedere una scintilla al buio, quella era la via.
Ad oggi, hai due band, raccontaci di più su questi due progetti.
Suono con gli Alterium, un quintetto power metal, il nostro primo disco “Of War and Flames” è stato pubblicato da AFM Records (GER), suoniamo in tanti festival europei importanti, abbiamo suonato anche negli Stati Uniti al ProgPower US, uno dei festival più iconici al mondo per i cultori del genere. L’anno scorso il primo tour europeo di spalla alla formazione storica dei Rhapsody, ad agosto 2026 saremo in Giappone, a Tokyo. Non male, insomma, per una band che esiste da soli 3 anni. L’altra mia band sono i Draconicon, un mix tra Symphonic e Power con sfumature Modern, due dischi pubblicati con Inner Wound Records (SWE) “Dark Side of Magic” e “Pestilence”, svariate date in Italia tra cui il Metalitalia Festival e il South of Heaven Open Air in Repubblica ceca.
Quali sono state le tappe dei tour 2026 che ti sono piaciute di più e perché?
Sto letteralmente scrivendo in aereo di rientro dalla Svezia, abbiamo suonato al Time to Rock Festival, uno dei più bei festival ai quali abbia mai partecipato! Anche se il più importante per quest’anno sarà sicuramente l’Evoken Fest in Giappone. Le date di spalla ai Sonata Arctica che abbiamo fatto ad aprile – all’Orion Arena a Roma e al Live Club di Trezzo a Milano – sono state particolarmente belle, sentire il pubblico acclamarci devo dire che è stato sorprendente, non è affatto cosa scontata. Il rapporto tra il pubblico italiano e le band locali, specialmente se sono “di spalla” a gruppi famosi, non è storicamente una “comfort zone”. È stato inaspettato e per questo ancor più bello.