Dal Corso Custom in Canto Pop, al Diploma di I Livello in Canto Jazz. Ci racconti il tuo percorso?
Il mio percorso è iniziato tanti anni fa, con la danza classica. A 17 anni ho sentito il bisogno di chiudere con essa. La danza è mistica, ma mi sentivo incatenata. Ho incontrato la musica, che c’era sempre stata nella mia vita, e ho deciso di studiarla seriamente. Al Saint Louis, ho scelto prima il Canto Pop e poi ho scoperto il Jazz grazie a Elisabetta Antonini, che ha trasformato il mio concetto di musica. Il Pop è casa, il Jazz è ribellione e liberazione.
L’importanza di ‘fare rete’ nel settore musicale. Puoi raccontarci le tue prime esperienze musicali, dalla conclusione degli studi al Saint Louis fino al trasferimento a Berlino, passando per il progetto Erasmus?
Il momento “chiave” per me è stato incontrare musicisti romani come Giuseppe Venditti, Marco Bruno, Carlo Ferro, Shanti Colucci, Davide Conti e Massimiliano Biondi, che mi hanno insegnato tanto. Partecipai al programma Radio Kaos con il mio progetto “Domino Spada” e lì conobbi Carlo, che è diventato il mio compagno di vita. Pochi mesi dopo ci siamo trasferiti a Berlino, dove sono arrivata per un progetto Erasmus, dando inizio al mio viaggio.
Qual è la tua situazione lavorativa attuale a Berlino?
Da quando sono arrivata a Berlino, la musica è stata il mio tutto. Ho iniziato con Sarah Kaiser nel progetto Erasmus+ all’Università SRH, tenendo corsi di Vocal Summit e Circle Singing, che avevo approfondito al Saint Louis con Cristina D’Arcangelo. Ho sviluppato la passione per il Vocal Summit, tenendo workshop. Ora lavoro con Musicians League, il progetto “Domino Spada” (soul, funk, pop) e “FOS” con Carlo Ferro, esplorando l’elettronica e la musica techno.
Raccontaci del tuo concept album “Libera”. Com’è nato e qual è il messaggio che vuoi trasmettere?
“Libera” è uno dei capitoli più significativi della mia vita artistica e personale. È il mio primo EP, pubblicato a dicembre 2024, scritto e arrangiato da me con Pierluigi Ciaccio (batteria), Or Rozenfeld (basso), Carlo Ferro (pianoforte), Davide Conti (chitarre) e Paul Andrew (sax). Ogni brano è diverso, come l’animo umano. Il tema centrale è la ricerca della libertà, quella che la musica mi ha dato, portandomi lontano e facendomi tornare a casa.
Che consiglio daresti a chi sta iniziando ora a fare i primi passi nel mondo della musica?
La cosa più bella che ho imparato facendo musica è che essa rimane statica e sei tu che ti plasmi intorno ad essa. La musica non ti dà qualcosa né ti fa diventare qualcuno, rimane lì e puoi solo vivere la bellezza del momento in cui la fai. Molti pensano che la musica porti fama, io non la cerco. La vittoria più grande per me è suonare fuori dall’Italia e sentire persone cantare la mia musica nella mia lingua.