Come ti ha aiutato il tuo percorso accademico a costruire la tua identità sonora?
Il mio percorso accademico ha avuto un ruolo importante nello sviluppo della mia personalità musicale. La mia materia d’indirizzo era Canto, ma per me sono state fondamentali tutte le materie “complementari”, soprattutto Armonia, Pianoforte e Produzione. Mi hanno portato ad approfondire ed esplorare la mia passione nella scrittura. Inoltre ho avuto la fortuna di instaurare dei rapporti speciali con molti dei miei professori, che sono stati sempre di esempio e supporto in tutte le fasi del mio percorso, sia all’interno del Saint Louis che fuori.
Parliamo della componente autoriale: cosa ti affascina dello scrivere per gli altri?
Quello che mi affascina di più è la possibilità di esplorare mondi e linguaggi diversi dal mio. Mettermi alla prova, entrare nella visione di qualcun altro ed esprimermi attraverso una prospettiva diversa. Questo processo mi ha permesso di uscire dai miei schemi comunicativi, sia nei testi che nelle melodie, arricchendomi molto. È un’esperienza che trovo estremamente stimolante e divertente.
Per quali artisti hai scritto finora?
Nell’ultimo anno ho avuto il privilegio di collaborare con molti artisti. Tra i brani già usciti, posso citare “Tutto sbagliato” di Aiello, “Que pasa” di Mida, “Gocce di limone” di Alex Wyse, “Finta nostalgia” di Matteo Romano, e gran parte dell’ultimo ep di Ginevra Lamborghini. Ogni collaborazione mi ha dato l’opportunità di esplorare nuove sonorità e approcci diversi alla scrittura, questo grazie alle diverse visioni estetiche degli artisti, ma anche grazie ai produttori e agli autori con cui ho la fortuna di condividere questo percorso.
Quali sono le principali difficoltà dell’essere musicista?
Ce ne sono tante… a partire da quelle psicologiche! In generale, credo che la principale difficoltà nel 2025 sia che non basta più essere solo un musicista. Bisogna saper fare tante cose che hanno poco a che fare con la conoscenza della musica. Dalla gestione dei social alla capacità di inquadrare una propria visione estetica e saperla promuovere a 360 gradi. Dalla capacità di condividere il processo creativo con altre persone alla gestione di tutti gli aspetti burocratici come il diritto d’autore, contratti discografici, editoriali etc. A proposito di quest’ultima, penso che sia fondamentale che le scuole e i Conservatori preparino gli studenti anche in queste materie, così che possano interfacciarsi con l’industria discografica con le giuste competenze.
A novembre 2024 è uscito il tuo progetto discografico “Ottomila ore”. Ci racconti il tuo percorso, dai singoli al tuo primo album digitale?
Nuvola è il mio progetto cantautoriale, attivo dal 2019. Ho iniziato con la pubblicazione di quattro singoli e nel frattempo ho suonato tanto, ovunque ne avessi l’occasione. Durante questo periodo ho avuto la fortuna di conoscere il mio attuale manager, con il quale abbiamo deciso di realizzare il primo EP “Calamite” nel 2022, anticipato dal singolo “Su cui contare”. In seguito ho avuto l’opportunità di iniziare a collaborare con Warner Chappell e grazie a questa esperienza ho iniziato a scrivere anche per altri artisti. Nel 2023, ho vinto il bando SIAE Per Chi Crea che mi ha dato la possibilità di produrre il mio primo album, “Ottomila ore” uscito a novembre 2024, distribuito da Believe. Il disco è stato anticipato dai singoli ‘Niente di più’, ‘Montagne russe’ e ‘Autentico’. Per me questo album rappresenta il punto di partenza di un nuovo percorso.