Intervista a Emidio Mazzilli

Diplomato in Basso elettrico Pop I livello (2019), Emidio Mazzilli è un bassista turnista e docente universitario nato a Civita Castellana (VT), con base a Berlino.

È membro della band Los Fastidios, e lavora in maniera stabile, live e in studio, con decine di artisti berlinesi. Insegna dal 2019 all’Università School of Popular Arts di Berlino.

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Intervista a Emidio Mazzilli

Ciao Emidio!

In che anni hai frequentato il Saint Louis College of Music?

Dal 2015 al 2019.

Quali sono state le tue prime esperienze lavorative già durante gli studi?

Le esperienze direttamente associate al Saint Louis che ricordo con affetto sono le esperienze con l’Orchestra Pop di Vincenzo Presta, con cui ho suonato dal vivo in diverse occasioni, accompagnando sul palco artisti come Tullio De Piscopo, Diodato, Roy Paci e Arisa. Ho anche avuto il piacere di essere diretto, insieme ad altri musicisti dell’Orchestra Pop, dal Maestro Beppe Vessicchio.

Come hai gestito il tuo pendolarismo tra la Tuscia e Roma con la vita da studente?

L’ho gestito un po’ male, probabilmente 😉 Dal punto di vista organizzativo, ho cercato di raggruppare il più possibile le mie lezioni; cosa che in generale può essere complicata, e che lo diventa ancor di più quando si vogliono sfruttare appieno le possibilità (seguire masterclass, fare prove, vedere concerti, etc) che il Saint Louis e la città offrono. Ho spesso trovato amici da cui appoggiarmi, per fortuna.

Dalla Tuscia a Berlino, di cosa ti occupi oggi?

A Berlino insegno all’università musicale School of Popular Arts di Berlino.
Attualmente svolgo lezioni di analisi ritmica, software di scrittura come Finale e MuseScore e lezioni individuali di basso. Durante l’anno mi invitano a tenere laboratori musicali e masterclass. L’insegnamento è però la minor parte della mia attività a Berlino: quello che mi tiene più impegnato è il lavoro di turnista live ed in studio, per songwriter e band di sede berlinese e non solo.
Alcuni piccoli traguardi degli ultimi anni:

  • nel 2022 ho suonato live e in studio a Berlino con quasi 100 artisti diversi;
  • nel 2023 sono stato in tour per 6 mesi con i Talco in Germania, Spagna, Svizzera e Messico;
  • nel 2024 sono diventato il bassista della band Los Fastidios.

Con loro suono moltissimo (hanno più di 100 date ogni anno) e sto registrando il nuovo disco, avendo anche il piacere di poter scrivere io stesso qualche brano.

Cosa ti ha permesso di trasferirti a Berlino e com’è stato il primo periodo di assestamento?

Sono arrivato a Berlino tramite un tirocinio di Laziodisco (bando della Regione Lazio) chiamato “Working With Music”, che mi ha permesso di fare un tirocinio da insegnante di musica nell’Università in cui insegno ancora oggi.
Fui il primo arrivato dal Saint Louis alla School of Popular Arts, ma non l’ultimo, dato che tutt’ora continuano ad arrivare a Berlino studenti e tirocinanti da Roma.
Riguardo alla mia personale esperienza, all’inizio è stato abbastanza complicato a causa della pandemia. Arrivai con altri due studenti del Saint Louis e nell’arco di pochi mesi ci trovammo bloccati a Berlino in una casa troppo piccola e costosa, considerando che anche le borse di studio erano bloccate.

Dal pendolarismo Tuscia – Roma alle tournée in giro per l’Europa, in qualche modo la tua vita itinerante continua. Raccontaci com’è la tua settimana “tipo”.

Nei primi giorni della settimana insegno (tra università e lezioni private) e preparo nuovo materiale, poi dal giovedì al sabato prendo un treno/aereo e vado a suonare live. A volte sono via solo due giorni, altre volte per un’intera settimana o più. Per esempio, mentre scrivo questa intervista sono in tour in UK per più di una settimana.

Cosa consiglieresti oggi all’Emidio studente di qualche anno fa?

Gli consiglierei di trasferirsi a Roma, anche se ricordo bene la difficoltà economica che me lo impedì allora. Volendo costruire dei rapporti duraturi, lavorativi e umani, specialmente in giovane età, vivere stabilmente in una sola città può fare la differenza.

Secondo te, cosa fa la differenza nel mondo del lavoro?

In un mondo in cui sono davvero in molti ad avere competenza musicale, compreso chi non ha mai studiato musica, riuscire a fare la differenza dal punto di vista umano e nei rapporti interpersonali vale molto di più di qualsiasi laurea o diploma. Nella maggior parte dei casi, dovendo condividere tempo e spazio con una persona, poco t’importa se sappia fare le superlocrie in tapping o con che voto si sia laureato; ti importa invece che sia una persona amichevole, socievole, affidabile, equilibrata e professionale.

Chi è il tuo musicista del cuore e perché?

Ce ne sono molti, ma quello in cui mi ritrovo di più per il lavoro che faccio e per la sua attitudine è il bassista Leland Sklar. Apprezzo di lui, tra le altre cose, che sia uno dei pochi giganti tra i turnisti del Basso Pop che si è interfacciato in maniera costante e duratura con internet. Il suo canale YouTube ha un quantitativo immenso di video che testimoniano le sue esperienze e in cui suona le linee di basso che ha registrato o suonato live per gli artisti più diversi.

Qual è il tuo brano preferito che potresti sull’Arca di Noè?

Con un brano solo diventerei pazzo; piuttosto non ne porterei nessuno. Se invece devo portare un disco, porterei Is This It degli Strokes; disco incredibile nella sua semplicità e immediatezza.

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