A cosa stai lavorando adesso?
Ora sto lavorando a diversi cortometraggi che mi stanno facendo scoprire un mondo del tutto inaspettato. Comporre musica per i corti ti lascia molto più spazio ed hai più libertà di espressione, è una collaborazione intima che ti permette di sperimentare e provare ad uscire dagli schemi. Poi è sempre una questione di trovare le persone giuste con cui collaborare e finora devo dire che mi è andata abbastanza bene.
Raccontaci la tua collaborazione con il collettivo di sceneggiatori “Grams”.
Con i GRAMS ho avuto la possibilità di sperimentare un nuovo approccio cinematografico, cioè quello di comporre musica originale già nella fase di sviluppo. È un approccio in realtà già visto con Morricone e Leone o Nolan e Zimmer, e ti permette di costruire la storia dalle fondamenta dandogli una direzione precisa fin dall’inizio. In progetti come Baby o Briganti e tanti altri, abbiamo cercato di presentare progetti tridimensionali, dandoci una spinta in più nel momento in cui venivano opzionati.
Chi sono i compositori contemporanei che secondo te stanno facendo una bella ricerca sperimentale?
In Italia ci sono tantissimi giovani compositori davvero talentuosi che purtroppo non hanno lo spazio che meritano per potersi esprimere. Fuori dall’Italia compositori come Cristobal Tapia de Veer, Ludwig Goransson, Jerskin Fendrix, Labirinth, Theodore Shapiro, Jasha Klebe, Apparat e molti altri stanno rivoluzionando il modo di fare musica per film.
Qual è un tuo sogno nel cassetto?
Poter rimanere in Italia a fare questo lavoro e vincere l’Oscar.
Chi è il tuo musicista del cuore? E perché?
Labirinth, è di un’altro pianeta.
Qual è il tuo brano preferito che porteresti sull’Arca di Noè?
Unintended dei Muse.