Da allieva del Triennio in Musica da Film al Master in Music Management fino a docente di Formazione Corale. Come hai vissuto il passaggio da studentessa a docente?
Dopo il diploma in Pianoforte Classico nel 2011 al Conservatorio “A. Vivaldi” di Alessandria, ho iniziato ad insegnare privatamente per mantenermi gli studi e ho avuto l’opportunità di osservare diversi approcci didattici nei corsi di Pianoforte e Composizione di Musica da Film. Ho lavorato come Assistente d’orchestra con Vincenzo Presta per alcune produzioni dell’Orchestra Pop del Saint Louis, e dal 2019 insegno Pratica di Sala Per Cantanti, Arrangiamento Live in Studio e Arrangiamento Corale, al Saint Louis. In queste classi riporto i lavori che con il progetto Flowing Chords, il coro che ho fondato nel 2016, dando l’opportunità di sperimentare delle vere produzioni vocali affrontando timbriche e tempistiche necessarie al compimento del turno di registrazione. Ogni giorno cerco di trasmettere agli studenti ciò che ho dovuto imparare da sola, offrendo loro un’esperienza pratica vicina al mondo lavorativo. Questo passaggio da studentessa a docente è stato per me molto naturale e i miei ex docenti, ora colleghi, resteranno sempre Maestri per me.
C’è un aneddoto che vuoi condividere legato alla tua esperienza in Accademia?
Il Saint Louis mi è sempre piaciuto come ambiente per via della relazione informale che si instaura tra docenti e studenti. I miei insegnanti, tra Pianoforte e Composizione, sono stati tantissimi, tra cui ricordo con grande stima: Gianluca Podio, Pierpaolo Principato, Antonio Solimene, Claudio Mastracci. Tra i 20 e i 25 anni mi sono inserita in ambienti lavorativi che non riuscivo a capire bene; mi è capitato di trovarmi in situazioni difficili in cui non capivo quanto potevo dire la mia. I miei docenti sono stati un “faro” perché ho chiesto loro un consiglio su come comportarmi e grazie a loro ho compreso meglio un contesto a me allora completamente estraneo.
Oltre all’insegnamento, quali sono le altre occupazioni lavorative che hai nel settore musicale?
Lavoro come Produttrice con Francesco Sacchini, cantautore con cui scrivo da diversi anni e con cui ho prodotto 2 album (“Stai Sereno” – 2021, “Andiamo Avanti” – 2024) e lavorato a diversi progetti, come Hōrai e Flowing Chords, di cui seguo sempre la produzione musicale e la scrittura. Ultimamente ho lavorato come Assistente di Orchestra per il Tour orchestrale di Samuele Bersani, sotto la Direzione Musicale di Tony Pujia nell’Orchestra diretta dal M° Giacomo Loprieno. Ho lavorato in televisione sempre come Assistente Musicale del M° Luigi Saccà al programma televisivo “Il Cantante Mascherato” nel 2023, e ho suonato negli ultimi tour di Pierdavide Carone come tastierista dal 2021.
Raccontaci del tuo progetto Flowing Chords: com’è nato e con quali artisti hai avuto il piacere di collaborare?
Nel 2015 ho scritto il mio primo arrangiamento per Coro di “Scarborough Fair Canticle” di Paul Simone e Garfunkel, volevo portarlo come tesi di laurea in Composizione di Musica da Film così ho chiesto ad alcuni cantanti e a dei coristi del Coro Pop del Saint Louis di allora in cui cantavo anche io, diretti dal M° Diego Caravano, di vederci e registrarlo per poi pubblicarlo. Poi il progetto è partito grazie a concerti e iniziative e da circa 3 anni siamo costituiti in Associazione a Promozione Sociale. In questi anni abbiamo pubblicato 2 dischi: “Flowing Chords” (2018) e “18-22” (2023) e abbiamo collaborato con artisti di fama internazionale in concerti e registrazioni, ultimi tra i quali Benjamin Clementine, Steve Hogarth, Tosca, Margherita Vicario, Noemi, Folcast, Davide Shorty, Serena Brancale, i Nanowar of Steel, Sabaton, l’Orchestra di Piazza Vittorio. Seguo la scrittura degli arrangiamenti e la direzione, ma il collettivo va avanti anche grazie al consiglio direttivo formato da Flaminia Lobianco, Elisa Benedetti, Lisa Fiorani, Francesco Sacchini, oltre all’aiuto che ci viene dato dal Saint Louis e dal suo management gestito da Francesca Gregori, per cui siamo molto grati. Insomma è un lavoro corale, di base c’è tanta voglia di sperimentare e trovare nuovi stimoli.