Intervista alla ex allieva Saint Louis Margherita Silvestrini

Margherita Silvestrini, allieva di Canto Pop e Songwriting al Saint Louis College of Music dal 2014 al 2019.

Margò, nome d’arte di Margherita Silvestrini, è una cantautrice; i suoi brani dalle sonorità rarefatte e sognanti danno voce ai suoi pensieri descrivendo luoghi, esperienze e stati d’animo.Vincitrice del Lunatika Contest, finalista di vari concorsi come l’ORI, il premio Bruno Lauzi, il Meeting Music Contest e Music For Change, Margó ha inoltre partecipato a X-Factor 2023, conquistando i giudici con la sua versione di “A far l’amore comincia tu”. Nel 2024 è uscito il suo primo album “Mare di pensieri”, prodotto da Matteo Gabbianelli.

 

Intervista margherita silvestrini alumni Saint Louis

Segui l'artista

Ascolta la Playlist creata dagli Alumni Saint Louis

Intervista margherita silvestrini alumni Saint Louis

Ciao Margherita!

Quando e come è nata la tua consapevolezza di voler fare musica? 

Sapevo fin da piccola che la musica sarebbe stata una parte fondamentale della mia vita. Mio padre era un musicista ed è stato principalmente lui a trasmettermi questa passione. Dopo gli anni del liceo ho deciso che quella sarebbe stata la mia strada. Durante quel periodo, ho iniziato a calcare i primi piccoli palchi con la mia band e ho avvertito l’esigenza di perfezionare le mie capacità vocali. È così che ho deciso di prendere lezioni private con Giuseppe Di Bianca, anche lui ex studente del Saint Louis, che ha colto la mia determinazione e mi ha incoraggiato ad intraprendere un percorso di studi musicale. Fu proprio lui ad accompagnarmi a chiedere informazioni per l’iscrizione al Saint Louis!

Raccontaci della tua esperienza al Saint Louis: cosa hai studiato e quali sono stati gli incontri che hanno fatto la differenza? 

Mi sono iscritta al Saint Louis nel 2014, scegliendo l’indirizzo di Canto Pop. Questo percorso si è rivelato fondamentale non solo per la mia formazione, ma anche perché è stato il luogo in cui ho incontrato docenti che mi hanno aiutata a comprendere il mio potenziale nella scrittura di canzoni, come Gianluca Podio, Roberto Giglio e Serena Brancale. Inoltre, durante il quarto anno, sono entrata a far parte dell’orchestra vocale dei Flowing Chords, formazione della quale faccio ancora parte e grazie alla quale ho avuto l’opportunità di vivere molte esperienze al fianco di importanti personalità della scena musicale.

Come è iniziato il tuo percorso professionale nella musica? 

È stato un percorso molto naturale, passando dalla scrittura di brani nella mia cameretta agli studi di registrazione, fino ad arrivare a suonare le mie canzoni sui palchi. Anche la mia esperienza come membro dei Flowing Chords è stata un viaggio emozionante: è incredibile pensare che, dopo tanto impegno e ore di prove, abbiamo avuto l’opportunità di collaborare con grandi artisti come Diodato, Achille Lauro, Margherita Vicario e Benjamin Clementine. Un’altra esperienza memorabile è stata a novembre 2023, quando abbiamo cantato all’Alcatraz di Milano insieme ai Nanowar of Steel.

Contest musicali: perché sono importanti e cosa hanno rappresentato per te? 

I contest musicali rappresentano, a mio avviso, un’ottima opportunità per la crescita personale e la visibilità artistica. Questi concorsi offrono la possibilità di esibirsi al di fuori della propria città, favorendo l’incontro con nuovi artisti e la creazione di una rete di contatti e magari la creazione di nuove collaborazioni. La mia ultima esperienza è stata con Music For Change, un contest che si distingue dagli altri per il focus su tematiche sociali. Dopo aver superato le prime selezioni, ai concorrenti viene richiesto di comporre brani su specifici argomenti; a me ad esempio è stato assegnato il tema “ambiente ed ecologia”. È stata un’esperienza straordinaria, che mi ha permesso di scoprire la mia capacità di scrivere su commissione e mi ha dato l’opportunità di esibirmi al Teatro Rendano di Cosenza di fronte a un pubblico di 800 persone.

Con quale criterio selezioni i contest a cui partecipare e quali consiglieresti ai giovani musicisti che ti stanno leggendo? 

Di solito, per scegliere i contest mi informo se anche altri colleghi hanno partecipato e chiedo loro un parere. Ai giovani musicisti che stanno leggendo, consiglio vivamente di considerare i concorsi organizzati dal MEI, poiché dimostrano una particolare attenzione nei confronti degli artisti, richiedendo la compilazione dei borderò e prevedendo un rimborso. Questo approccio dimostra un sincero rispetto per il lavoro svolto dai partecipanti.

Hai già vinto diversi premi, ci dici qualcosa di più? 

Nell’estate del 2022 sono arrivata in finale al Premio Bruno Lauzi di Anacapri e ho vinto il premio per la “Miglior musica” con il mio brano “Non sai”, contenuto nel mio primo album uscito a giugno del 2024. Mentre invece quest’anno, per il concorso sopracitato Music For Change, ho vinto ben 3 premi: una borsa di studio ACEP/UNEMIA per l’acquisto di servizi musicali; una borsa di studio per il CET di Mogol e il premio della Polizia di Stato che mi ha permesso di esibirmi al Club Tenco e a Casa Sanremo 2025.

Ci racconti la storia di “Permette Signorina”? 

Il mio primo concorso è stato il Lunatika Contest, che mi ha vista vincitrice. Ho avuto l’onore di musicare la poesia di Giuditta Maselli, che in seguito è diventata la sigla delle nuove edizioni del concorso, ribattezzato “Permette Signorina” come il titolo della canzone stessa.

Un consiglio che daresti a chi si sta approcciando al mondo della musica?

Consiglio di essere curiosi, per non rimanere limitati a un’unica prospettiva ma essere in grado di esplorare e apprendere più cose. Nel mondo della musica, ritengo fondamentale avere una visione a 360 gradi, che comprenda sia gli aspetti artistici che quelli professionali e commerciali.

Chi è il tuo musicista del cuore e perché? 

Senza alcun dubbio, direi Stevie Wonder. C’è un legame affettivo profondo tra me e la sua musica, poiché mio padre lo ascoltava incessantemente quando ero bambina. Per me, Stevie Wonder rappresenta il musicista per eccellenza: un polistrumentista, cantante e cantautore straordinario.

Qual è il tuo brano preferito che porteresti sull’Arca di Noè? 

Questa è la domanda più difficile, potrei cambiare risposta ogni giorno. E dopo aver espresso tutto il mio amore per Stevie Wonder, dico “Let down” dei Radiohead.

keyboard_arrow_up