Intervista a Sara Siniscalco

Sara Siniscalco, Diplomata nel I livello di Musica Elettronica al Saint Louis College of Music con 110 e lode nel 2023.

Sara Siniscalco (’99) è compositrice, sound designer, songwriter e co-fondatrice di Sinergy Hub. Si diploma in Musica Elettronica (Indirizzo Compositivo) al Saint Louis College of Music e si perfeziona in Music Production alla Staffordshire University (UK). Il suo sound fonde timbri elettronici e l’uso della voce, manipolata e processata digitalmente, con una continua sperimentazione elettronica creativa. La sua musica è stata utilizzata da Rai, Netflix, Fendi e altri.

Sara Siniscalco intervista a producer diplomata in musica elettronica al Saint Louis

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Sara Siniscalco intervista a producer diplomata in musica elettronica al Saint Louis

Ciao Sara!

Raccontaci com’è andata la tua esperienza in Saint Louis tra sogni, sfide, scelte e qual è stato il tuo tema di tesi…

Gli anni al Saint Louis sono stati pieni di sfide e dubbi, ma anche di incontri preziosi: tuttora collaboro e condivido progetti con tante persone conosciute lì. Ho potuto studiare all’estero, esperienza che mi ha fatta crescere profondamente. La mia tesi? Una rielaborazione elettronica di un’opera corale di Pérotin: una sfida, ma un modo per dimostrare a me stessa che anche un coro medievale poteva parlare attraverso il mio universo sonoro.

Hai svolto una residenza artistica presso AAMOD. Di cosa si tratta?

Ho partecipato alla residenza artistica UnArchive. Suoni e Visioni, promossa da AAMOD, durante la quale è nato Cacciatori D’Uranio, un film realizzato in collaborazione con il regista Davide Palella. Ho curato l’intera componente sonora e musicale, sperimentando molto a livello creativo. Davide ha fatto un lavoro straordinario sul materiale d’archivio, risignificandolo in modo profondamente evocativo. Dopo la prima mondiale ad Alice nella Città 2025 (Festival del Cinema di Roma), il film partecipa a diversi festival internazionali già confermati.

Quali sono i progetti attuali su cui stai lavorando e quali sono stati quelli più significativi nel tuo percorso da professionista?

Attualmente lavoro come compositrice e sound designer per film e contenuti audiovisivi per brand, investo nel progetto Sinergy Hub e nella costruzione sonora del mio album. Tra i lavori più significativi: Cacciatori D’Uranio (compositrice e sound designer), Never Too Late (Raiplay, music editor e compositrice e autrice di due brani originali), Bangla – La Serie (Raiplay/Netflix, compositrice e autrice di un brano) e fashion films per Santoni, Fendi e altri brand.

Come definiresti la tua estetica e identità sonora?

La mia identità sonora nasce dall’incontro fra timbri elettronici (sintetizzatori e campioni organici e non) e la mia voce, che manipolo e processo digitalmente in modo creativo. Inoltre, amo molto il suono della distorsione e cerco di integrarlo sempre nelle mie composizioni. Attraverso questi suoni cerco di raccontare, con delicatezza e allo stesso tempo con forza sonora, le emozioni (mie o di un’immagine), creando paesaggi sonori intensi e personali.

Sinergy Hub: com’è nato e qual è la sua mission?

Sinergy Hub è nato nel 2024 da cinque giovani professionisti provenienti dal Saint Louis: Marco Moretti, Floris Ciarlariello, Salvatore Iembo, Francesco Ragazzini e me. Abbiamo creato questo collettivo con l’obiettivo di offrire uno spazio che promuova networking, condivisione e sperimentazione musicale. Tra le attività principali nel nostro studio: Sinergy Podcast, dove intervistiamo professionisti del settore musicale come i Mokadelic e Luca Spagnoletti, e gli eventi Digital Groove, dedicati ad artisti emergenti.

Da qui a 5 anni, come e dove ti immagini in qualità di compositrice e sound designer?

Sogno di lavorare su quel film che mi permetta di esprimermi davvero a livello sonoro e musicale. Voglio continuare a sperimentare e scoprire nuovi modi di raccontarmi attraverso il suono e la musica, anche al di fuori delle immagini: non si finisce mai di evolversi ed è quello il bello. Per quanto riguarda il luogo, resto aperta: una parte di me desidera mettersi alla prova all’estero, ma c’è anche la volontà di crescere e affermarmi qui in Italia.

Quali sono le tue reference artistiche?

Son Lux, FKA Twigs, Woodkid, Arca, GINEVRA, Daniela Pes, Cristobal Tapia De Veer, Oklou, Apparat, Sevdaliza, Bonobo, Florence + The Machine, Bon Iver, Ólafur Arnalds, e molte, ma molte colonne sonore.

Se potessi tornare indietro, cosa consiglieresti alla Sara studentessa per affrontare al meglio il suo percorso formativo?

Le consiglierei di essere sempre aperta e propositiva, di ascoltare tanta musica e sperimentare il più possibile con i suoni. Di accettare che ogni percorso ha i suoi tempi. Di conoscere persone del settore, condividendo ansie e dubbi. E soprattutto, di tenere duro: questa professione è fatta di sfide, ma lavorando con etica e fedeltà alla propria identità sonora, i risultati arrivano e si è più felici che mai.

Chi è il tuo musicista del cuore? e perché?

Istintivamente direi i The 1975, una band britannica electro-pop che ha avuto un ruolo fondamentale nel mio primo approccio alla produzione musicale e all’elettronica quando ero adolescente. Mi colpì il modo in cui fondevano strumenti tradizionali con synth e sonorità elettroniche. Provai a farlo anch’io, ed eccomi qui.

Qual è il tuo brano preferito che porteresti sull’Arca di Noè?

Skinny Love di Bon Iver. È un brano troppo denso di sensibilità ed emotività per poterlo lasciare a terra.

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