Sinergy Hub: com’è nato e qual è la sua mission?
Sinergy Hub è nato nel 2024 da cinque giovani professionisti provenienti dal Saint Louis: Marco Moretti, Floris Ciarlariello, Salvatore Iembo, Francesco Ragazzini e me. Abbiamo creato questo collettivo con l’obiettivo di offrire uno spazio che promuova networking, condivisione e sperimentazione musicale. Tra le attività principali nel nostro studio: Sinergy Podcast, dove intervistiamo professionisti del settore musicale come i Mokadelic e Luca Spagnoletti, e gli eventi Digital Groove, dedicati ad artisti emergenti.
Da qui a 5 anni, come e dove ti immagini in qualità di compositrice e sound designer?
Sogno di lavorare su quel film che mi permetta di esprimermi davvero a livello sonoro e musicale. Voglio continuare a sperimentare e scoprire nuovi modi di raccontarmi attraverso il suono e la musica, anche al di fuori delle immagini: non si finisce mai di evolversi ed è quello il bello. Per quanto riguarda il luogo, resto aperta: una parte di me desidera mettersi alla prova all’estero, ma c’è anche la volontà di crescere e affermarmi qui in Italia.
Quali sono le tue reference artistiche?
Son Lux, FKA Twigs, Woodkid, Arca, GINEVRA, Daniela Pes, Cristobal Tapia De Veer, Oklou, Apparat, Sevdaliza, Bonobo, Florence + The Machine, Bon Iver, Ólafur Arnalds, e molte, ma molte colonne sonore.
Se potessi tornare indietro, cosa consiglieresti alla Sara studentessa per affrontare al meglio il suo percorso formativo?
Le consiglierei di essere sempre aperta e propositiva, di ascoltare tanta musica e sperimentare il più possibile con i suoni. Di accettare che ogni percorso ha i suoi tempi. Di conoscere persone del settore, condividendo ansie e dubbi. E soprattutto, di tenere duro: questa professione è fatta di sfide, ma lavorando con etica e fedeltà alla propria identità sonora, i risultati arrivano e si è più felici che mai.
Chi è il tuo musicista del cuore? e perché?
Istintivamente direi i The 1975, una band britannica electro-pop che ha avuto un ruolo fondamentale nel mio primo approccio alla produzione musicale e all’elettronica quando ero adolescente. Mi colpì il modo in cui fondevano strumenti tradizionali con synth e sonorità elettroniche. Provai a farlo anch’io, ed eccomi qui.
Qual è il tuo brano preferito che porteresti sull’Arca di Noè?
Skinny Love di Bon Iver. È un brano troppo denso di sensibilità ed emotività per poterlo lasciare a terra.