Intervista a Federico Brugnola – Diplomato in Tecnico del Suono

Federico Brugnola, Diplomato in Tecnico del Suono I livello al Saint Louis College of Music.

Laureato in tecnico del suono al Saint Louis nel 2018 ha lavorato parallelamente in una sala prove di Roma, diventando successivamente anche il fonico dello studio di registrazione. Nel 2019 ha iniziato ad andare in tour come backliner per poi ricoprire invece il ruolo di fonico di palco dal 2021, lavorando con artisti come Ariete, Psicologi, Giorgio Poi, Motta, Holden, BSBE ed altri. Al Touring ha sempre affiancato il lavoro in studio come Mixing Engineer mixando anche nel 2022 il disco di Fasma per Sony.

Federico Brugnola Tecnico del Suono

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Federico Brugnola Tecnico del Suono

Ciao Federico!

Dalla passione per la chitarra all’inizio di un corso accademico nel mondo della fonia. Cosa ti ha spinto a intraprendere questo percorso specifico?

Durante l’ultimo anno del liceo dovevo decidere il percorso da intraprendere per poi affacciarmi al mondo del lavoro. Suonando uno strumento e ascoltando musica praticamente h24 mi sono chiesto come poter fare della musica il mio lavoro, cercando di tralasciare il sogno del “diventeremo famosi con la mia band”. La fonia è diventata una strada concreta che, oltretutto, univa la passione per la musica, con l’interesse per la tecnologia.

“Se ti piace la musica cerca di farne il tuo lavoro”. Determinazione e caparbietà sono requisiti fondamentali per chi vuole lavorare in questo ambito. Ci puoi raccontare le tue prime esperienze lavorative e le tue aspettative iniziali?

Determinazione e caparbietà sono requisiti necessari per la realizzazione di un qualunque obiettivo. In un mondo che funziona ancora molto per passaparola e referenze la cosa migliore che potevo fare era dare il massimo, farmi trovare pronto, e mettermi nella condizione migliore per fare in modo che qualcuno potesse “puntare” su di me.

Com’è stato per te lavorare in studio per gli allestimenti live dei tour di artisti come Mannarino, i Maneskin, i Giornalisti e Coez?

È stato molto bello e formativo. Ho avuto la possibilità di scoprire e approfondire quello che è il lavoro nel live nel circuito più professionale che abbiamo qui in Italia. Oltretutto sono stato fortunatissimo nell’aver conosciuto tanti professionisti che si sono dimostrati molto disponibili nei confronti di un ragazzo giovane ma con tanta voglia di imparare.

Da Backliner a fonico nei live e poi fonico di palco per Giorgio Poi, Ariete, Francesco Motta, Fasma, Psicologi e Holden. Qual è il ruolo che senti più tuo e l’artista che hai maggiormente apprezzato?

Oggi mi sento nel ruolo che più speravo di interpretare, e in qualche modo sento di aver raggiunto il mio obiettivo: fare il fonico. Non c’è un artista che ho apprezzato di più, da tutti ho imparato qualcosa sia a livello musicale che a livello umano. Sicuramente però il percorso fatto con Ariete, che ho seguito dal suo primo tour fino al nostro primo palazzetto, lo rende un progetto particolarmente significativo per me.

Ritieni che gli strumenti e le nozioni tecniche acquisite al Saint Louis siano adeguate alle richieste del mondo del lavoro?

Gli strumenti acquisiti durante il mio percorso al Saint Louis sono sicuramente un ottimo bagaglio per affacciarsi al mondo del lavoro. Avere la possibilità di arrivare a confrontarsi con i professionisti avendo già delle solide basi rende di certo più facile costruirsi successivamente una carriera.

Che importanza hanno avuto tutte le tue esperienze pregresse per diventare il professionista di oggi?

Oggi sono chiaramente il professionista e la persona che tutte le esperienze vissute hanno formato. Sono convinto che non sarei dove sono oggi se qualcuna di queste esperienze non ci fosse stata, a partire ovviamente dallo studio al Saint Louis, passando anche per esperienze apparentemente meno significative come il lavoro in sala prove o addirittura come cameriere al ristorante. 

In che forma continui a collaborare con Saint Louis?

Da subito dopo la laurea ho continuato a collaborare con il Saint Louis fornendo assistenza in studio per i vari laboratori musicali. L’insegnamento, però, è un qualcosa che mi ha sempre attirato durante il mio percorso di laurea, quindi l’anno scorso ho deciso di proporre una mia materia elettiva chiamata Home Recording – Muovere i primi passi nella registrazione con il quale ho il mio piccolo ruolo da insegnante.

Il lavoro attuale è quello che più ti rispecchia? Hai altri progetti musicali in mente?

Sicuramente il lavoro che ho oggi rispecchia molto quello che avevo voglia di fare. Per il futuro spero di poter aumentare il mio lavoro con la post-produzione audio in studio, e magari avviare qualche nuovo progetto imprenditoriale.

Chi è il tuo musicista del cuore e perché?

Non ho un musicista del cuore, ma in base al periodo vengo più o meno rapito da progetti che in quel momento mi trasmettono molto. Negli ultimi anni ho sempre apprezzato il lavoro di Rosalia, dal flamenco ai lavori più elettronici.

Qual è il tuo brano preferito che porteresti sull’Arca di Noè?

Con la stessa premessa della domanda precedente, oggi porterei Robbers dei The 1975.

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