Masterclass anno 2008

Masterclass anno 2008, il Saint Louis Music Center ha ospitato una serie di straordinarie Masterclass tenute da artisti nazionali e internazionali, gli allievi hanno avuto l’onore di apprendere direttamente dai migliori nel loro campo, affinando le proprie abilità e guadagnando preziose prospettive. Queste esperienze hanno plasmato il loro percorso artistico e hanno contribuito a definire il futuro della musica a Saint Louis.

MARK TURNER

Mark Turner è noto per un sound che richiama quello di Warne Marsh, arricchito da elementi che richiamano anche lo stile di John Coltrane. Turner ha citato sia Marsh che Coltrane come influenze e ha saputo integrare elementi dei loro stili nella sua musica. La sua estensione spazia fino al registro altissimo acuto. Le sue improvvisazioni abbracciano diverse ottave e presentano una complessità armonica e ritmica notevole. Le sue composizioni spesso utilizzano schemi ripetuti, tempi dispari e salti intervallari, creando un panorama sonoro ricco e avvincente. Turner è riconosciuto per la sua capacità di esplorare nuovi territori musicali, combinando tradizione e innovazione per creare un linguaggio unico e coinvolgente.

ROBERTA GAMBARINI

Roberta Gambarini si trasferì negli Stati Uniti nel 1998, dove iniziò a emergere nel panorama jazzistico internazionale. Nel medesimo anno, si classificò al terzo posto in un concorso canoro del Thelonious Monk Institute of Jazz, ottenendo una visibilità significativa. Gambarini ha condiviso il palco con illustri artisti come Herbie Hancock, Christian McBride e Toots Thielemans, intraprendendo tournée mondiali che hanno consolidato la sua reputazione. A partire dal 2004, ha avviato una fruttuosa collaborazione con la Dizzy Gillespie All Star Big Band, esibendosi con leggende del jazz come James Moody, Frank Wess e Paquito D’Rivera. Nel 2006 e 2007, ha portato avanti tournée con il suo trio e con il trio di Hank Jones, ottenendo successo e riconoscimenti nei più prestigiosi festival jazz, come il Puerto Rico Heineken Jazz Fest.

JOHN DE LEO

John De Leo ha fatto il suo debutto nel mondo della musica negli anni ’90, fondando i Quintorigo insieme ai fratelli Andrea e Gionata Costa, Stefano Ricci e Valentino Bianchi. Con questa formazione, il cantautore ha registrato gli album “Rospo” (1999), “Grigio” (2001) e “In cattività” (2003), ottenendo apprezzamento e successo. Tuttavia, nel 2004, ha deciso di lasciare il gruppo per intraprendere la sua carriera solista. Questa scelta ha segnato l’inizio di una nuova fase artistica per De Leo, consentendogli di esplorare liberamente la sua creatività e di consolidare il suo stile unico e riconoscibile nel panorama musicale italiano. La sua musica continua ad ispirare e ad emozionare un vasto pubblico di appassionati.

JEFF “TAIN” WATTS

Jeff “Tain” Watts ha ottenuto il soprannome “Tain” da Kenny Kirkland durante un tour in Florida, quando passarono accanto a una stazione di servizio Chieftain. Nel 2017 ha ricevuto una borsa di studio Guggenheim in composizione musicale. Watts ha frequentato il Berklee College of Music, dove ha incontrato il collaboratore Branford Marsalis. La sua carriera è stata caratterizzata da una straordinaria padronanza della batteria e da una vasta collaborazione con rinomati musicisti jazz. Conosciuto per il suo stile innovativo e la sua versatilità, Watts ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo della musica, sia come batterista solista che come collaboratore in diverse formazioni. La sua dedizione alla musica e il suo costante impegno nell’eccellenza lo rendono una figura iconica nel jazz contemporaneo.

ALLEN HINDS

Allen Hinds (nato nel 1956) è un chitarrista americano, che ha registrato o suonato con Natalie Cole, BeBe & CeCe Winans, The Crusaders, Hiroshima, Roberta Flack, Randy Crawford, Bobby Caldwell, James Ingram, Marilyn Scott, Eric Marienthal, Marc Antoine, Gino Vannelli e Boney James, tra molti altri. Le sue canzoni sono state utilizzate nelle serie TV Lucky, JAG, Pawn Stars, Sons of Guns e Sliced, tra gli altri. È anche un insegnante e artista residente presso il Musicians Institute di Hollywood, California, e ha pubblicato cinque album da solista. La sua abilità eccezionale e la sua vasta esperienza lo rendono una figura rispettata e influente nella scena musicale contemporanea, apprezzata sia per le sue performance dal vivo che per le sue registrazioni in studio.

KURT RESENWINKEL

Nel 1995, Kurt Rosenwinkel ha ricevuto il premio “Composer’s Award” dal National Endowment for the Arts e ha firmato un contratto con la Verve Records. Da allora ha collaborato con artisti del calibro di Mark Turner, Brad Mehldau e molti altri, sia come leader che come accompagnatore. Il suo album del 2005, “Deep Song”, vede la partecipazione di Mehldau e Joshua Redman. Tra i suoi lavori più significativi ci sono “The Enemies of Energy”, “The Next Step” e il più sperimentale “Heartcore”. Rosenwinkel è noto per il suo approccio innovativo alla chitarra jazz, che fonde elementi tradizionali con influenze moderne, creando un sound unico e distintivo che continua a ispirare musicisti e appassionati di tutto il mondo.

SCOTT COLLEY

Scott Colley (nato il 24 novembre 1963) è un contrabbassista e compositore jazz statunitense. Ha suonato in band guidate da Herbie Hancock, T. S. Monk (batterista jazz), Jim Hall, Andrew Hill, Michael Brecker, Chris Potter, Pat Metheny, Carmen McRae, Edward Simon, Adam Rogers, Brian Blade, David Binney, Antonio Sanchez e Kenny Werner. La sua versatilità musicale e la sua capacità di adattarsi a una vasta gamma di stili e contesti lo rendono uno dei contrabbassisti più richiesti e rispettati nel panorama jazz contemporaneo. La sua carriera è caratterizzata da una serie di collaborazioni di alto profilo con alcuni dei nomi più importanti della musica jazz, confermando il suo status di figura di spicco nel mondo della musica.

GUTHRIE GOVAN

Guthrie Govan è noto soprattutto per il suo lavoro con band come Asia (2001-2006), The Aristocrats, GPS e The Fellowship. Nel 2006 ha pubblicato il suo album di debutto da solista, “Erotic Cakes”. Collabora regolarmente con la rivista inglese Guitar Techniques ed è stato insignito del premio “Guitarist of the Year” dalla rivista Guitarist Magazine, confermando il suo status di virtuoso della chitarra e uno dei più talentuosi musicisti della sua generazione. La sua abilità tecnica e la sua creatività lo rendono una figura iconica nel mondo della chitarra, apprezzato sia dai colleghi musicisti che dagli appassionati di tutto il mondo.

DEAM BOWMAN

Acclamato dal LONDON GUARDIAN come “soulful, carismatico e tecnicamente brillante… una stella”, Dean Bowman è rinomato a livello internazionale per il suo “baritono cupo e falsetto strappalacrime… uno spettacolo” (VILLAGE VOICE). Senza dubbio, un importante contributore alla scena jazz, rock e avant-garde di New York City, è un vocalist e artista di performance/registrazione di grande talento e successo. È stato descritto alternativamente come un “mentalista vocale”, “poeta del suono”, “cantante gospel avant-garde” e un “cantante jazz con l’anima di un rocker”, per il suo lavoro con Don Byron su “Do The Boomerang”, la musica di Junior Walker (BLUE NOTE/EMI), nonché per il tour della musica di Ray Charles con John Scofield.

NORMA WINSTONE

Norma Winstone ha scoperto il jazz all’età di 17 anni, ascoltando Ella Fitzgerald e Oscar Peterson alla radio. Nel 1968 si è unita alla band di Michael Garrick, lanciando così la sua carriera musicale. Nel 1987 ha pubblicato l’album “Somewhere Called Home”, considerato un classico della musica jazz britannica. La sua straordinaria voce e la sua sensibilità artistica l’hanno resa una figura iconica nel panorama musicale internazionale. Nel 2001 ha ricevuto un BBC Jazz Award e nel 2007 è stata nominata Membro dell’Impero Britannico per i suoi eccezionali contributi alla musica. Nel 2013 è stata riconosciuta dalla Royal Academy of Music e due anni più tardi dalla Ivors Academy, ulteriori testimonianze del suo impatto duraturo e della sua importanza nel mondo della musica.

STEVE ROSENBERG

Steve Rosenberg presenta masterclass antropologicamente interessante, eseguendo una collezione di canzoni popolari inglesi dal Rinascimento e prima, suonate in stile appalachiano su uno strumento africano classico, il banjo.
Il banjo, spiega Rosenberg, è stato uno strumento portato dagli schiavi, suonato nelle piantagioni intorno a Charleston, e poi utilizzato dai menestrelli. Fu nelle montagne degli Appalachi, spiega Rosenberg, che il banjo incrociò per la prima volta le vecchie tradizioni popolari inglesi. Il concerto di Rosenberg al Piccolo includerà brani molto antichi come “The Railroad Boy”, “The Cuckoo” e “Tom Dooley”. E’ solo l’ultimo di una lunga serie di approfondimenti musicali per Rosenberg, la cui carriera musicale ha incluso collaborazioni con il gruppo di revival folk Les Menestriers e performance soliste di musica sefardita, barocca e rinascimentale. Non perdete l’occasione di ascoltare un maestro al lavoro, che combina una profonda comprensione accademica del materiale con un serio talento nel suonare il banjo clawhammer.

JOEY CALDERAZZO

Joseph Dominick Calderazzo (27 febbraio 1965) è un pianista jazz e fratello del musicista Gene Calderazzo. Ha suonato ampiamente nelle band guidate da Michael Brecker e Branford Marsalis, oltre ad aver diretto le proprie formazioni. Calderazzo è noto per il suo talento distintivo al pianoforte e la sua versatilità musicale, che gli ha permesso di eccellere sia come sideman che come leader. La sua carriera musicale è caratterizzata da collaborazioni con alcuni dei nomi più importanti del panorama jazz contemporaneo, ed è riconosciuto per la sua sensibilità emotiva e la sua tecnica impeccabile. Con una carriera ricca di successi e contributi significativi alla musica jazz, Calderazzo continua a essere una presenza importante e rispettata nella scena musicale internazionale.

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