Attualmente di cosa ti occupi? Quali progetti stai seguendo?
Continuo nella mia attività di musicista jazz, cantante, compositrice e direttrice d’orchestra. Attualmente, sto scrivendo e arrangiando un mio progetto di musica originale, curando testi, composizioni e orchestrazione, che non vedo l’ora di portare alla luce. Collaboro con Danilo Blaiotta, un musicista fantastico e un grande amico, nel suo “Planetariat”, un progetto ispirato dalla poesia di Jack Hirschman, che si pone dalla parte della lotta alla difesa dei diritti umani. Sono l’attuale Direttrice d’orchestra della Tribunal Mist Jazz Band, una trentennale big band partenopea, precedentemente guidata dal M° Antonio Solimene, che mi ha poi successivamente passato il timone, a cui va tutta la mia gratitudine, con la quale ho partecipato lo scorso luglio a Umbria Jazz 2025. Collaboro in qualità di copista con il M° Gianluigi Giannatempo, di cui stiamo curando un progetto molto interessante con un ensemble Jazz del Nord Europa.Al contempo, collaboro con vari artisti nella scrittura di arrangiamenti e nella produzione di brani originali.
Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Continuerò nella collaborazione con vari artisti del panorama nazionale (Old Foxes and New Lions di Matteo Rossi con Javier Girotto, Ada Montellanico, Lello Panico, Claudio Corvini; Young Art Jazz Ensemble, Orchestra Italiana del Cinema, sotto la direzione di Mario Corvini). Nel frattempo, sto lavorando ad un mio progetto di musica originale. In futuro, mi piacerebbe formare di nuovo una Pop Orchestra al Saint Louis e creare una mia Big Band.
Quali sono le venue dove hai suonato finora?
Ho avuto la fortuna di potermi esibire, e che la mia musica fosse eseguita, su alcuni dei palchi più importanti d’Italia, citando l’Auditorium Parco della Musica di Roma, il Teatro Eliseo di Roma, il Festival “Time in Jazz” a cura di Paolo Fresu a Berchidda (SS), il palco centrale dell’Umbria Jazz in Piazza IV Novembre a Perugia, il teatro Metastasi di Prato per la rassegna “MetJazz 2024” a cura di Stefano Zenni, la rassegna “Retape” a cura di Ernesto Assante, i teatri Trianon, Bolivar e Acacia di Napoli, e alcuni importanti realtà europee, tra cui il Rataplan di Anversa, e il MUMUTH di Graz (Austria).
Se dovessi dare un consiglio a un/a allievo/a che vuole specializzarsi in Direzione e Composizione d’Orchestra?
Di essere curioso, paziente e di aprire mente, orecchie e cuore. È un percorso in continuo sviluppo, frutto non solo di studio personale, ma di contatto con le persone. Per poter raccontare qualcosa ed essere convincenti, bisogna essere in grado di empatizzare con l’autore e con l’ascoltatore.
Chi è il tuo musicista del cuore?
Maria Schneider, tra tutti ha avuto un grandissimo impatto nel mio percorso. La sua capacità di toccare, di raccontare attraverso l’orchestrazione e la forte influenza non solo del Jazz, ma anche del Pop, del Folk e del mondo brasiliano hanno fortemente ispirato il mio modo di comporre e concepire la musica non come semplice estetica, ma come modo per raccontare e proiettare storie e ricordi – miei o di altri – semplicemente con una nota.
Qual è il tuo brano preferito che porteresti sull’Arca di Noè?
“The end of the game” di Sting, nell’orchestrazione di Steven Mercurio.