Mark Murphy

Mark Murphy debuttò con Meet Mark Murphy, un LP pubblicato nel 1956, seguito da Let Yourself Go ad un anno di distanza, entrambi per la Decca Records.

Nel 1958 si trasferì a Los Angeles e firmò un contratto per la Capitol Records portandolo a registrare quattro LP che tuttavia non rispettarono le aspettative.

Nel 1961 tornò a New York e registrò per la Riverside Records l’album Rah!, in cui le tracce Angel Eyes, Doodlin e On Green Dolphin Street presentarono nomi illustri come Horace Silver, Bill Evans, Clark Terry, Urbie Green, Blue Mitchell e il compositore Wynton Kelly.

Nel 1963 grazie al suo singolo Fly Me to the Moon, scalò tutte le classifiche ed ottenene il titolo di New Star of The Year nel Down Beat Magazine.

Nel 1963 Mark si spostò a Londra; oltre a cantare in club e radio, registrò alcuni LP per la Fontana and Immediate, etichetta gestita dai Rolling Stones.

Mark tornò negli Stati Uniti solo nel 1972 e da quel momento registrò un album all’anno per quattordici anni sotto l’etichetta Muse Records, tra questi album importanti furono Nat King Cole Songbook Vol. 1 e 2, Bop for Kerouac, Kerouac Then and Now, Living Room , Satisfaction Guaranteed , Beauty And the Beast and, Stolen Moments che gli permisero di vincere numerose nomination ai Grammy Awards.

Murphy nel 1987 registrò l’album Night Mood insieme al compositore brasiliano Ivan Lins, seguito dall’album nominato al Grammy, September Ballads su etichetta Milestone Records.

In quegli anni collaborò con la United Future Organization, gruppo di artisti jazz con cui scrisse numerosi testi dal genere acid-jazz all’hip-hop.

Nel 2005 uscì Once to Every Heart e due anni dopo Love is What Stays entrambi con Verve Records, album realizzati con la partecipazione di musicisti eccellenti come Don Grusin e Lee Konits ma sotto la guida del trombettista tedesco Till Brönner.

Cinque anni dopo il lavoro con il trombettista tedesco, Murphy registrò Never Let Me Go insieme al pianista Misha Piatigorsky, il bassista Dalton Boller e il batterista Chris Wabich.

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