Sheila Jordan

Se Sheila Jordan ha fatto un patto con il diavolo, sembra aver fatto un buon affare. A 82 anni, la più intrepida vocalist del jazz suona come una donna con la metà dei suoi anni.

Ha superato quasi tutto ciò che la vita può proporre: tra una logorante povertà rurale, poliziotti violenti che la molestarono perchè usciva con uomini neri, affannandosi per decenni per concerti nell’oscurità e i propri demoni guidati dall’alcol.

Niente di ciò l’ha scoraggiata. Oggi è praticamente l’unica sopravvissuta dell’era del bebop, e ad ogni concerto canta le lodi per il suo compianto amico Charlie Parker. In molti modi la Jordan ha cercato e voluto la grandezza.

Nata Sheila Jeanette Dawson da una ragazza madre adolescente e cresciuta nella regione del carbone in Pennsylvania, trovò una famiglia accogliente nella scena bebop di Detroit a metà degli anni ’40.

Sheila Jordan essendo una giovane donna bianca che frequentava i locali del jazz nero, l’aspirante cantante subì le angherie dei poliziotti della Motor City e sollecitata da Parker partì per New York City nel 1951.

“Quei poliziotti non mi avrebbero impedito di rispondere alle chiamate,”dice la Jordan dalla sua casa di Middleburgh, NY. “Sapevo di aver ragione e loro torto.

Pensavo che una volta arrivata a New York sarebbe stato diverso, ma fu difficile anche lì. Ci furono un sacco di ostacoli lungo la via, ma sapevo che sarebbe andato tutto ok. Questa musica mi ha salvato la vita in molti modi e continua ancora a salvarmela.”

Prima che le università si degnassero di insegnare jazz, trovò una istruzione rigorosa in armonia e teoria musicale studiando con il bassista/compositore Charles Mingus ed il pianista Lennie Tristano, un guru per molti dei più avventurosi improvvisatori dell’epoca.

Sheila Jordan la masterclass

h 14:00 – 18:00
Saint Louis

via Baccina, 47

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