Dolby Atmos in musica, come cambia il mix e perché oggi conta nel lavoro in studio

Intervista a Alberto Rossetto sul corso breve Dolby Atmos del Saint Louis a Roma: a chi si rivolge, competenze richieste e risultati attesi.

L’audio immersivo non è più solo un tema “da addetti ai lavori” in ambito cinema: sta entrando con decisione anche nella produzione musicale, e sempre più professionisti stanno cercando di capire come orientarsi e quali competenze e strumenti acquisire. Abbiamo raccolto alcune domande frequenti sul corso breve di Dolby Atmos del Saint Louis College of Music a Roma e le abbiamo girate al docente del percorso, Alberto Rossetto: mixing engineer, co-founder e CEO di Milk Audio Store e Milk Studios, con un’esperienza costruita tra recording, mix e colonne sonore, e un lavoro negli ultimi anni dedicato anche alla diffusione del Dolby Atmos Music in Italia.

A chi si rivolge il corso su Dolby Atmos del Saint Louis e quale tipo di professionista o musicista ne beneficia di più?

Il corso si rivolge a tutti i tecnici del suono, sia professionisti sia principianti, e ai musicisti che desiderano capire come approcciare la produzione per sfruttare in modo creativo l’audio immersivo. Aiuterà in particolare chi è abituato a lavorare in stereo o in formati multicanale discreti come il 5.1 a comprendere cosa c’è dietro la tecnologia Dolby e come organizzare al meglio una sessione in Dolby Atmos. Per un produttore musicale o un musicista, l’esperienza può tradursi in un cambio di prospettiva: ripensare il proprio modo di affrontare una produzione immaginando fin dall’inizio come un ascolto a 360° possa sostenere l’opera creativa. In questo senso, il corso è dedicato a chi vuole scoprire come impostare un setup in audio immersivo, conoscere la tecnologia e i requisiti per lavorare con l’audio ad oggetti e affrontare un mix in Dolby Atmos dall’inizio alla delivery.

Per chi ne sente parlare spesso ma non l’ha mai affrontato: come spiegheresti Dolby Atmos in modo semplice?

Immagina di smettere di essere un ascoltatore passivo di musica e, di colpo, entrare a far parte dell’esperienza sonora. L’audio immersivo, nello specifico il Dolby Atmos, è un formato che porta l’ascoltatore dentro l’immagine sonora, permettendogli di cogliere l’esatta provenienza di ogni suono in modo intellegibile e dettagliato.

Alberto Rossetto docente corso breve dolby atmos
Intervista al docente del corso Dolby Atmos Music, Alberto Rossetto

In quali ambiti del lavoro audio questa competenza è oggi più richiesta o apprezzata?

Oggi il Dolby Atmos è molto utilizzato in ambito cinematografico, ma dal 2017, anno in cui è stato concepito il Dolby Atmos Music, si sono aperte nuove frontiere per un cambio importante nella produzione discografica. Gli ambiti principali in cui si lavora in Dolby Atmos sono la post-produzione e la produzione discografica; nel frattempo, sta iniziando a entrare anche in settori come la produzione di podcast e la produzione pubblicitaria, con qualche iniziale sperimentazione nel live.

Sul piano professionale: che cosa cambia quando puoi presentare un portfolio che include competenze sul mix immersivo?

La domanda di prodotti mixati in Dolby Atmos sta iniziando a salire e, in Italia, i professionisti che conoscono a fondo questo formato sono ancora pochi. La richiesta di tecnici in grado di padroneggiarlo sta crescendo anche in ambito televisivo: per questo, avere una buona padronanza del formato può rendere il profilo più competitivo e il CV più interessante fin da subito.

Serve già un’esperienza solida in studio per seguire, oppure è adatto anche a chi sta consolidando le basi?

Il corso è consigliato a tecnici e musicisti che abbiano una chiara idea e una buona padronanza di cosa significhi routing del segnale, indipendentemente dalla DAW utilizzata. Durante le lezioni si userà Pro Tools, ma questo non implica la necessità di una conoscenza approfondita del software: strada facendo si comprenderà come impostare il routing e, soprattutto, come funziona il posizionamento del suono. Dal punto di vista creativo, siamo in un momento particolarmente interessante perché, anche se si iniziano a intravedere nuovi canoni di lavoro, c’è ancora molto margine per definire una nuova letteratura della produzione musicale.

Che cosa è utile avere a casa o nel proprio studio per esercitarsi tra una lezione e l’altra?

Per esercitarsi con continuità è molto utile avere una DAW con il Dolby Renderer incluso oppure una licenza per il Dolby Atmos Renderer.

Dal tuo punto di vista, qual è l’errore più comune di chi prova a imparare Dolby Atmos da autodidatta?

L’errore più comune è iniziare a lavorare in cuffia con la pretesa di poter realizzare un master Atmos. L’ascolto binaurale è soltanto una parte del mix in Atmos: è indispensabile, ma resta una componente all’interno di un sistema più ampio.

Perché oggi ha senso scegliere un corso in presenza a Roma invece di affidarsi solo a tutorial e studio individuale?

Perché il corso si terrà in una sala mix 7.1.4 listata sul sito Dolby e riconosciuta come una sala che rispetta i requisiti per mixare in Dolby Atmos.

Quali risultati dovrebbe aspettarsi chi completa il corso, in termini di capacità operative e consapevolezza professionale?

Chi completerà il corso avrà la capacità di impostare una sessione di mix o una produzione musicale in ogni studio equipaggiato con un sistema di ascolto 7.1.4 o più grande. I tecnici di mix professionisti potranno usare questa competenza per offrire di più alle produzioni o alle label con cui già lavorano; chi è alle prime armi avrà un bagaglio più ampio da spendere in un mercato che richiede sempre più produzioni in questo formato. Anche per i musicisti l’impatto è immediato: capire come approcciare l’audio immersivo fin dall’inizio permette di ottimizzare la scelta dei suoni e la produzione stessa, sia in fase di programmazione sia in fase di recording.

Vuoi acquisire le competenze per utilizzare Dolby Atmos Music in studio?
Scopri il Corso breve Dolby Atmos del Saint Louis College of Music e richiedi informazioni.

FAQ

Il corso parte dal 27 febbraio 2026 e si articola in 10 incontri da 3 ore ciascuno, il venerdì dalle 10:00 alle 13:00, con cadenza settimanale, per un totale di 30 ore. La modalità è in presenza presso la sede del Saint Louis College of Music a Roma e in Sala Mix Dolby Atmos (via Francesco Sabatini 10, 00135).

È un percorso pensato per producer, tecnici del suono e musicisti che vogliono comprendere e utilizzare in modo consapevole le tecniche di produzione musicale in Dolby Atmos, oggi sempre più richieste nell’industria discografica e sulle principali piattaforme di streaming. La didattica alterna momenti teorici (per orientarsi tra formati, standard e distribuzione) a sessioni pratiche in studio su progetti reali, con l’obiettivo di arrivare a un’autonomia operativa in una sessione Pro Tools per il mixing in Dolby Atmos

Per iscriversi è necessario compilare il form dedicato e finalizzare l’iscrizione tramite acquisto online. La procedura è indicata direttamente dedicata al corso di Dolby Atmos

 

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