27 GEN 2005
h 19:30 – 21:30
Saint Louis
via Urbana, 49/a
Nel 1969 vinse una borsa di studio per frequentare l’ultimo anno delle scuole superiori presso la ‘Interlochen Arts Academy’, nel Michigan.
Nel 1970 si iscrisse allo ‘Hartt College of Music’ ad Hartford, nel Connecticut, dove studiò clarinetto classico cominciando però a frequentare un laboratorio di musica jazz appena creato da Jackie McLean.
Nel 1973, su suggerimento dello stesso McLean, decise di trasferirsi a New York City per avvicinarsi alla fertile comunità jazz della città, e si iscrisse alla Manhattan School of Music.
Nel 1974 un suo compagno di corso lo suggerì a Eumir Deodato: Bob si unì così a Deodato in una tournée mondiale per un anno intero.
Nello stesso anno Mintzer cominciò a suonare con l’orchestra di Tito Puente, che era in tournée permanente nell’area newyorkese.
Nel 1975 si unì alla Buddy Rich Big Band con cui rimase per due anni e mezzo suonando praticamente tutte le sere. Grazie alla fiducia di Buddy Rich, Minter cominciò anche a comporre per la big band. Contemporaneamente scrisse anche per i Jazz Messengers di Art Blakey, con i quali ebbe anche una breve esperienza, e fece un tour con Hubert Laws.
Nel 1977 Mintzer lasciò la big band di Buddy Rich e si stabilì a New York, dove continuò a scrivere e suonare, facendo anche alcune esperienze free lance sia in studio che con orchestre sinfoniche, anche a Broadway.
Nel 1978 entrò nella big band di Thad Jones e Mel Lewis, e divenne membro anche degli Stone Alliance con Don Alias, Kenny Kirkland e Gene Perla.
Nel 1981 entrò a far parte della Word of Mouth Band di Jaco Pastorius, in cui suonava sax tenore e clarinetto basso. In questo anno fece anche le prime incisioni da solista per la Pony Canyon Label in Giappone.
Nel 1983 assemblò una Big Band per suonare al “Seventh Avenue South”, locale di proprietà di Mike e Randy Brecker, a New York: in questo locale fu sentito da Tom Jung, che aveva appena fondato la DMP Records, specializzata in musica jazz. Ne nacque un connubio discografico che durò per 22 anni e produsse 13 dischi.
La Kendor Music avviò una serie di uscite dedicata a Bob Mintzer: le big band studentesche e quelle professionali di tutto il mondo cominciarono così a suonare i pezzi di Mintzer, che nel frattempo per 25 anni entrò a far parte del dipartimento jazz della Manhattan School of Music.
Bob Mintzer si unì all’American Saxophone Quartet e suonò regolarmente con la New York Philharmonic, l’American Ballet Theatre e l’American Composers Orchestra. Come compositore/arrangiatore, scrisse per la St. Lukes Orchestra e per gli spettacoli dell’ABC, della NBC e dell’Academy Awards.
Il 1990 fu un anno cruciale per Mintzer: venne richiesto dagli Yellowjackets per incidere Greenhouse (nominato come miglior album jazz del 1992).
Fu l’inizio di una collaborazione ultraventennale con uno dei gruppi jazz contemporanei più apprezzati: un gruppo senza un leader, nel quale ogni membro è chiamato in equal misura a comporre, arrangiare, suonare e prendere decisioni.
Nel 2010 partecipa all’album drum ‘n’ voice 3 del batterista Billy Cobham, album prodotto e arrangiato da Lino Nicolosi e Pino Nicolosi/ Nicolosi productions. Nel corso della quinta edizione del Premio Internazionale Cicognini 2019, la commissione ha assegnato uno “Special Award” al maestro Bob Mintzer.

