Enrico Ruggeri

Le prime esperienze musicali di Ruggeri risalgono al 1972 quando, studente quindicenne del liceo classico Giovanni Berchet di Milano durante gli anni della contestazione studentesca, inizia a suonare in cantina con gli amici e fonda il suo primo gruppo, gli Josafat, che nel 1974, con l’ingresso di Silvio Capeccia, si trasformano in Champagne Molotov (nome che ricorrerà spesso nella prima parte della carriera solista del cantautore).

Nel 1977 dalla fusione dei Champagne Molotov con il gruppo Trifoglio, nascono i Decibel, con cui incide nel 1978 il primo album Punk, pubblicato per la Spaghetti Records, che si dimostra un insuccesso (poche centinaia di copie vendute).

Dopo il singolo Indigestione disko e il ritorno di Silvio Capeccia alle tastiere, il gruppo si allontana dalle sonorità punk arrivando al successo con la partecipazione al Festival di Sanremo 1980 con il brano Contessa (musica di Fulvio Muzio, testo di Ruggeri).

In primavera, esaurito lo slancio del 45 giri Contessa, fu la volta dell’LP Vivo da re (40 000 copie vendute, il più grande successo del gruppo, riedito nel 1986 con il nome di Decibel) prodotto da Shel Shapiro, la cui title track prende parte al Festivalbar di quell’anno, dove si classifica al 4º posto e subito dopo i Decibel partono con il conseguente tour promozionale presso le centinaia di radio e TV libere che si dividevano l’etere in quel periodo. Vennero poi le tradizionali manifestazioni estive come il Cantagiro e Un disco per l’estate.

Nel 1981 Enrico Ruggeri, a seguito della rottura tra i tre soci della Spaghetti, Crippa, Colombini e Shapiro, si schiera con Crippa, al contrario degli altri componenti dei Decibel, e quindi intraprende la propria carriera solista prodotto da quello che diventerà il suo produttore storico, Silvio Crippa, e avviando la pluridecennale collaborazione con il chitarrista Luigi Schiavone.

Ne scaturisce l’album Champagne Molotov per la casa discografica SIF che non ottiene il successo sperato anche a causa di problemi legali con la “Spaghetti Records” sul precedente contratto e sui dissapori con i suoi ex componenti.

Grazie all’album Polvere (1983) e la single-track omonima, Enrico ottiene un buon successo, coronato dal secondo posto al Festivalbar della title track, che partecipa anche alla gara canora Azzurro.

Il brano Il mare d’inverno (scritto dopo una delusione sentimentale e ispirato dalla città marchigiana di Marotta in provincia di Pesaro-Urbino, dove ha trascorso con la madre e le zie le sue vacanze da adolescente, tornandoci anche in seguito), che inciderà soltanto l’anno seguente, è affidato a Loredana Bertè e lo impone come autore di eccellenza, aprendo i suoi orizzonti artistici verso il genere cantautorale, pur senza rinnegare la matrice rock.

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