Masterclass anno 2006

Masterclass anno 2006, il Saint Louis Music Center ha ospitato una serie di straordinarie Masterclass tenute da artisti nazionali e internazionali, gli allievi hanno avuto l’onore di apprendere direttamente dai migliori nel loro campo, affinando le proprie abilità e guadagnando preziose prospettive. Queste esperienze hanno plasmato il loro percorso artistico e hanno contribuito a definire il futuro della musica a Saint Louis.

KIM PLAINFIELD

Kim Plainfield ha insegnato lezioni private e tenuto corsi presso il Drummers Collective di NYC dal 1979 fino alla sua scomparsa. Per gran parte di quel periodo, ha ricoperto il ruolo di presidente della facoltà. La sua dedizione e competenza hanno lasciato un’impronta indelebile sulla comunità musicale locale, ispirando generazioni di batteristi. La sua passione per la musica e il suo impegno nell’insegnamento rimarranno un’eredità duratura, continuando a influenzare e motivare gli appassionati di batteria di tutto il mondo. Kim Plainfield sarà ricordato non solo come un insegnante eccezionale, ma anche come un mentore e un’icona nel mondo della batteria.

ENRICO PIERANUNZI

Enrico Pieranunzi, virtuoso pianista e compositore jazz di fama internazionale, ha illuminato il Saint Louis Music Center con una masterclass memorabile. Nel 2000, ha condiviso il suo genio musicale e la sua profonda conoscenza con gli allievi affamati di ispirazione. Attraverso le sue note fluide e le sue armonie ricche di sfumature, Pieranunzi ha trasmesso non solo le tecniche del jazz, ma anche la sua passione e la sua dedizione all’arte. L’incontro ha lasciato un’impronta indelebile, alimentando il fuoco della creatività e dell’espressione musicale nel cuore di Saint Louis.

SCOTT HENDERSON

Scott Henderson fu reclutato come chitarrista per la Chick Corea Elektric Band insieme a Carlos Rios, ma la sua permanenza durò solo tre mesi a causa di divergenze con Chick Corea riguardo all’adesione del tastierista alla Scientology. Henderson venne sostituito da Frank Gambale. Nel 1984, fondò il gruppo fusion Tribal Tech con Gary Willis al basso, Kirk Covington alla batteria e alla voce, e Scott Kinsey alle tastiere. Questa formazione divenne celebre per la loro innovativa fusione di jazz, rock e elementi elettronici, contribuendo a definire il suono della fusion contemporanea.

ROSARIO GIULIANI

Rosario Giuliani nel 1996 vince il premio “Massimo Urbani”, mentre l’anno seguente vince il premio “Europe Jazz Contest”, assegnatogli in Belgio come miglior solista e miglior gruppo. Nel 2000 vince il Top Jazz nella categoria nuovi talenti, per il referendum annuale della rivista specializzata “Musica Jazz”. Le sue collaborazioni sono innumerevoli. Tra le altre ricordiamo quelle con Kenny Wheeler, Randy Brecker, Bob Mintzer, Cedar Walton, Phil Woods, Cameron Brown, Joe Locke.

PETER ERSKINE

Peter Erskine ha debuttato a 18 anni con la Stan Kenton Orchestra, suonando per 3 anni. Poi, per 4 anni, è stato membro dei Weather Report, contribuendo a 5 album, incluso il Grammy Award con “8:30”. Successivamente, ha collaborato con Mike Brecker, Mike Mainieri, Don Grolnick ed Eddie Gomez degli Steps Ahead. La sua versatilità musicale e la sua maestria alla batteria lo hanno reso un punto di riferimento nel panorama jazzistico internazionale, contribuendo a definire il sound di band leggendarie e a guadagnarsi una reputazione di musicista eccezionale.

CARL VERHEYEN

Carl Verheyen è un musicista americano noto principalmente per essere il chitarrista dei Supertramp, il leader della Carl Verheyen Band e come chitarrista sessionista a Los Angeles. È stato classificato come uno dei dieci migliori chitarristi del mondo dalla rivista Guitar e ha vinto il premio come Miglior Chitarrista alla sesta cerimonia annuale dei LA Music Awards.

MATT GARRISON

Matt Garrison, figlio di Jimmy Garrison, noto bassista di Ornette Coleman e John Coltrane, e della ballerina moderna Roberta Escamilla Garrison, trascorse gran parte della sua infanzia a Roma, Italia. Nel 1988, tornò negli Stati Uniti per vivere con il suo padrino, Jack DeJohnette, con il quale registrò. Questo ambiente musicale lo influenzò profondamente, plasmando la sua visione artistica. Garrison è noto per la sua tecnica innovativa e la sua versatilità nel basso elettrico, che gli ha permesso di spaziare attraverso una vasta gamma di generi musicali. Oltre ad essere un talentuoso musicista, ha ereditato anche il senso dell’espressione artistica dalla madre, unendolo alla maestria tecnica del padre. La sua carriera è un tributo alla sua eredità familiare e alla sua dedizione alla musica.

REGGIE HAMILTON

Reggie Hamilton è un rinomato bassista con una carriera che spazia attraverso diversi generi musicali. Conosciuto per il suo virtuosismo e la sua versatilità, Hamilton ha collaborato con una vasta gamma di artisti di fama internazionale. Il suo stile distintivo e la sua precisione ritmica hanno contribuito a plasmare il suono di numerosi album di successo. Hamilton ha dimostrato una padronanza eccezionale del basso elettrico, sia in performance dal vivo che in studio di registrazione. La sua esperienza include collaborazioni con artisti leggendari e emergenti, che testimoniano la sua reputazione nell’industria musicale. Con una presenza scenica magnetica e un talento innato, Reggie Hamilton continua a essere una figura di spicco nel mondo della musica, lasciando un’impronta indelebile ovunque si esibisca.

JOHN ABERCROMBIE

John Abercrombie è stato un chitarrista statunitense nato il 16 dicembre 1944 a Port Chester e scomparso il 22 agosto 2017 a Cortland Manor. Conosciuto per la sua versatilità musicale, Abercrombie ha lasciato un’impronta indelebile nella tradizione jazz, espandendo i suoi confini con un’innata capacità di improvvisazione. Creatore di melodie ampie ed emozionanti, ma anche di composizioni malinconiche, spigolose e argute, ha lasciato un’impronta indelebile nella scena musicale. La sua carriera è stata caratterizzata da collaborazioni con altri grandi musicisti e da una produzione discografica ricca e variegata. La sua musica continua a ispirare e influenzare generazioni di musicisti, confermando il suo status di icona del jazz contemporaneo.

JACK DEJOHNETTE

Dotato di una straordinaria tecnica, Jack DeJohnette ha esplorato una vasta gamma di stili musicali, dal hard bop alla fusion, dal free jazz al post-bop. Il suo drumming è caratterizzato da un senso del tempo impeccabile, una grande inventiva e una notevole capacità di improvvisazione. Sebbene abbia iniziato la sua carriera come pianista, partecipando a diverse registrazioni, è stato fin dall’adolescenza attratto dalla batteria, che è diventata il suo strumento principale. Nei primi anni sessanta ha avuto l’onore di suonare con John Coltrane, contribuendo alla creazione di alcune delle registrazioni più iconiche dell’epoca. La sua versatilità e il suo contributo al mondo della musica lo hanno reso una figura leggendaria nel panorama jazzistico mondiale.

MARVIN STAMM

Marvin Stamm è cresciuto in una famiglia dove la passione per la musica era palpabile. Durante i fine settimana, i genitori lo portavano nei locali dove si esibivano band per il ballo. Le zie, anch’esse appassionate di musica, suonavano il pianoforte, contribuendo al suo sviluppo musicale. Tuttavia, è stato il fratello Gordon a introdurlo al mondo del jazz attraverso la sua vasta collezione discografica. Mentre frequentava le lezioni di tromba a scuola tra il 1951 e il 1957, Marvin ascoltava attentamente i dischi di Gordon, apprendendo i motivi e l’arte dell’improvvisazione con lo strumento. All’età di sedici anni, inizia a suonare con gruppi jazz locali. Marvin perfeziona la sua tecnica alla tromba presso l’Università del Nord Texas, entrando poi nella Mellophonium Orchestra di Stan Kenton subito dopo il diploma, esperienza che lo accompagnerà fino al 1963.

DEDE’ CECCARELLI

Dopo quasi due anni, diversi tour e numerose registrazioni con questa band, Dede Ceccarelli lasciò nel gennaio del 1964 per riprendere il ruolo di batterista nella band del Casino Sporting Club Monaco, suonando con molti intrattenitori in studio e in tour, tra cui Claude François, si rivolse al jazz. Aveva sempre desiderato poter suonare con i grandi del jazz dell’epoca, e poté farlo diventando un attivo musicista da studio.

KENNY WERNER

Kenny Werner, la sua predisposizione per l’improvvisazione lo portò al Berklee College of Music nel 1970, dove incontrò e studiò con la sua prima insegnante di pianoforte/spirituale, Madame Chaloff. Da Boston, Werner viaggiò in Brasile con il sassofonista Victor Assis Brasil. Lì incontrò il fratello gemello di Assis, il pianista brasiliano Joao Assis Brasil. I suoi studi con Joao e Madame Chaloff lo avrebbero portato alla stesura del libro “Effortless Mastery”.

SATURNINO

Dal 1991, Saturnino è il bassista di Jovanotti, incontrato in uno studio di registrazione a Milano. Insieme hanno scritto numerosi successi, tra cui “Coraggio”, “Bruto”, “Benvenuti nella giungla”, “Ragazzo fortunato”, “Io no”, “Serenata Rap”, “Attaccami la spina”, “Soleluna”, “Per te”, “Salvami”, “Penso positivo”, “L’ombelico del mondo”, “Mezzogiorno”, “Safari”, “Il più grande spettacolo dopo il Big Bang”, “Sabato”, “Gli immortali”, e “Baciami ancora”, colonna sonora del film di Gabriele Muccino vincitore del David di Donatello come miglior canzone originale. Saturnino ha anche suonato il giro di basso nella sigla del programma per bambini di Rai 1 “Solletico”, interpretata dal Coro dei Piccoli Cantori di Milano.

GIOVANNI TOMMASO

A 18 anni, Giovanni Tommaso inizia la sua carriera musicale lavorando come musicista nelle orchestre delle navi da crociera. Quest’esperienza gli permette di esplorare i locali jazz di New York tra il 1959 e il 1960, dove ha l’opportunità di incontrare grandi contrabbassisti come Paul Chambers, Ray Brown e Charles Mingus. Successivamente, forma un trio con Amedeo Tommasi al pianoforte e Gegè Munari alla batteria. Durante i suoi studi al Conservatorio di Bologna, ha l’occasione di suonare con Chet Baker, Amedeo Tommasi al piano e Franco Mondini alla batteria, dopo che il trombettista era stato detenuto a Lucca per problemi legati alla droga. Queste esperienze hanno contribuito a plasmare la sua eccezionale carriera nel mondo della musica jazz.

RICKY PORTERA

Ricky Portera, storico collaboratore di Lucio Dalla, ha lasciato un’impronta indelebile nella scena musicale italiana come chitarrista di artisti del calibro di Ron, Eugenio Finardi e Loredana Bertè. La sua partnership con Dalla è stata particolarmente fruttuosa, tanto che il celebre cantautore gli ha dedicato il brano “Grande figlio di puttana”, che nel 1982 diventò il primo grande successo degli Stadio. Dopo l’esperienza con gli Stadio, Portera ha proseguito la sua carriera come session man, collaborando con artisti come Nek, Samuele Bersani e Massimo Bozzi. Ha partecipato al Festival di Sanremo nel 1996 con Paola Turci per il brano “Volo così” e nel 2006 con Anna Tatangelo per il brano “Essere una donna”. Nel 1990 ha pubblicato il suo primo album da solista, omonimo, al quale hanno contribuito il sassofonista James Thompson e Giovanni Pezzoli degli Stadio.

MARCUS MILLER

Marcus Miller è considerato uno dei maestri del funk per il suo stile esecutivo unico, guadagnandosi il soprannome di “superman of soul”. Ha collaborato con numerosi artisti di fama mondiale, tra cui Miles Davis, Luther Vandross, David Sanborn e McCoy Tyner. Celebre per la sua tecnica slap impeccabile, Miller è in grado di combinare abilmente groove e melodia. Il suo contributo al mondo della musica è notevole, sia come bassista di talento sia come produttore e compositore di successo. La sua influenza si estende ben oltre il genere funk, lasciando un’impronta indelebile nella storia della musica contemporanea.

MAURIZIO SOLIERI

Maurizio Solieri è considerato uno dei maestri del funk grazie al suo stile esecutivo distintivo. È stato il chitarrista di Vasco Rossi per oltre trent’anni, contribuendo alla creazione di brani diventati celebri come “Canzone” (da “Vado al massimo”), “Dormi, dormi” (da “Cosa succede in città”), “C’è chi dice no” (dall’album omonimo), “Lo show” (da “Gli spari sopra”) e “Rock ‘N’ Roll Show” (da “Buoni o cattivi”). La sua collaborazione con Vasco Rossi ha segnato un’era nella musica italiana, con un’impronta indelebile nel panorama rock del Paese. Solieri ha dimostrato una straordinaria maestria tecnica e creativa, consolidando la sua reputazione come uno dei più grandi chitarristi italiani.

BOB STOLOFF

Bob Stoloff è stato nominato nel 1983 al Berklee College, dove ha insegnato lo scat. Nel 1984 è stato (al tempo con Urszula Dudziak, Jay Clayton, Jeanne Lee e parzialmente Bobby McFerrin) in tour con il Vocal Summit in Europa. Inoltre, si è esibito anche con Joey Blake e Bobby McFerrin. La sua carriera è stata caratterizzata dall’eccellenza nell’insegnamento dello scat e dalla collaborazione con artisti di spicco nel panorama musicale internazionale. Grazie alla sua versatilità e al suo talento, Stoloff ha contribuito a diffondere e arricchire l’arte dello scat in tutto il mondo, consolidando la sua reputazione come una delle figure di riferimento in questo campo.

SYLVAIN LUC

Nel 1999, Sylvain Luc fondò il Trio Sud insieme ad André Ceccarelli e Jean-Marc Jafet, un ensemble che nel 2003 ottenne il premio francese per la musica jazz come miglior gruppo dell’anno. Dopo il 2006, ha collaborato in quartetti con Didier Lockwood, Victor Bailey e Billy Cobham. Nel 2009 ha intrapreso un tour in tutta Europa con Steve Gadd e Richard Bona. La sua carriera è stata caratterizzata da collaborazioni prestigiose e riconoscimenti, confermando il suo talento e la sua versatilità come chitarrista di spicco nel panorama musicale internazionale. Sylvain Luc ha dimostrato una straordinaria padronanza del suo strumento e un’eccezionale capacità di adattamento in varie formazioni, lasciando un’impronta indelebile nella scena jazzistica contemporanea.

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